Emilia Romagna

Prosciutti cattivi venduti come buoni, nei guai 3 aziende a Parma e Modena

prosciutto

BOLOGNA – Prosciutti mal conservati ma spacciati (e venduti) come buoni ad aziende che li commercializzavano, facendone salumi o usandoli come ripieno per la pasta. Nei guai sono finite tre aziende emiliano-romagnole, due di Modena e una di Parma, che si occupano di produzione, lavorazione e vendita di prosciutti e salumi. A rilevare le irregolarità sono stati i Carabinieri del Nas di Bologna nel corso di un controllo mirato al contrasto delle frodi alimentari: sotto sequestro sono finite 40 tonnellate di prosciutto per un valore di 500.000 euro. I legali rappresentanti delle aziende sono stati denunciati e multati per 14.000 euro. I reati contestati sono frode in commercio, vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine e detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione.

prosciutto22Nell’azienda di Parma, spiegano i Nas, scarti di lavorazione e prodotti in cattivo stato di conservazione, anzichè essere avviati allo smaltimento, venivano presentati come “ritagli prosciutto stagionato” ad aziende alimentari attive nella produzione di pasta ripiena e salumi, ingannandole sulla reale qualità del suddetto prodotto. Accuse analoghe per le due aziende del modenese, visto che le loro due aziende tagliavano, confezionavano e vendevano tranci di prosciutto crudo etichettandoli e spacciandoli impropriamente come Dop.

Complessivamente, durante i controlli, sono state sequestrate 40 tonnellate tra prosciutti e ritagli di prosciutto crudo, per un valore commerciale di oltre 500.000 euro. Le sanzioni amministrative ammontano a 14.000 euro. I tre legali rappresentanti delle aziende sono stati denunciati. Queste sono le irregolarità riscontrate, ma le ispezioni del Nas hanno riguardato anche altre aziende di Bologna, Modena e Parma.

8 giugno 2016
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