DIRE..tta dalla 'giungla' metropolitana - DIRE.it

Giovani

DIRE..tta dalla ‘giungla’ metropolitana

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BOLOGNA – Siamo sinceri. Avere un cane complica un po’ la vita. Niente per cui valga la pena di rinunciare a un cucciolo, sia chiaro (soprattutto se si hanno colleghi come i miei che ormai da dieci anni ‘tollerano’ la presenza di Evi in redazione, il suo abbaiare inferocita quando sei al telefono, il suo piangere in interpretazioni che Eleonora Duse non sei niente ogni volta che provi a mangiare qualcosa senza darle un assaggio). Insomma, avere un cane comporta qualche sbattimento in più. Ma se ti trovi davanti alla combinazione cane e Trenitalia, quello sbattimento in più si trasforma immediatamente in Nightmare 1, 2, 3, 4, 10 e prequel.

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Evi in un momento della sua vita di redazione

Dovete sapere che i cani su Trenitalia possono viaggiare gratis se li tieni nel trasportino. Fino qui tutto bene. Evi ci sta nel trasportino. Ci sono volute infinite confezioni di wurstel per convincerla ad entrarci. Però ci sta. Solo che il biglietto per il cane non lo puoi fare on line: devi andare per forza in un’agenzia di viaggi o in stazione (se paghi, perché c’è anche l’opzione no trasportino e in quel caso paghi il 50% del biglietto, invece lo puoi fare ovunque. Anche dallo spacciatore sotto casa). E il biglietto per ‘trasporto gratuito di animali’ lo devi fare nello stesso momento in cui fai il biglietto per te. Non è, insomma, che puoi fare il biglietto on line per te e poi in agenzia quello per il cane. Perché? Questo fa parte dei misteri dell’universo, peggio dei cerchi nel grano (ovviamente se paghi il biglietto al 50% lo puoi fare anche quattro giorni dopo essere partita, non c’è problema). Un paio di mesi fa ho chiesto su twitter a Trenitalia come mai non era possibile fare il biglietto on line per i cani. Risposta: “Perché bisogna controllare il libretto del cane”, quello che attesta che tu sei il proprietario. Obietto che nessuno a me in dieci anni ha mai chiesto il libretto e che comunque questo controllo lo si potrebbe fare anche a bordo del treno. Silenzio, nessuna risposta. Ok.

L’altro giorno mi capita di decidere all’improvviso di partire, ed Evi deve venire con me ovviamente. Faccio la furbata: prenoto sul sito con il servizio Postoclick, per riservare un posto nel caso in cui tutto il mondo dovesse decidere di prendere il mio stesso treno e pensando di andare il giorno dopo in agenzia a fare il biglietto. Postoclick è un servizio bellissimo che ti permette appunto di riservare un posto e di pagare in un momento successivo. La mia prenotazione scade alle 11.42 di martedì mattina. Segnatevi questi numeri e se li giocate datemi una percentuale su eventuali vincite. Avendo io una Cartafreccia special posso godere di un’offerta meravigliosa: pago il 50% del biglietto. Wow, grazie Trenitalia.

Martedì alle 10.40 entro nella prima agenzia di viaggi: mi dice che, siccome parto mercoledì, se faccio un biglietto ex novo lo sconto del 50% non vale perché bisogna farlo almeno 48 ore prima della partenza e quindi mi conviene usufruire della prenotazione che ho fatto con Postoclick sperando che poi mi facciano il biglietto per il cane in stazione, anche se nessuno sa dirmi se è possibile. La seconda agenzia di viaggi a cui mi rivolgo mi dà la stessa risposta. Ok.

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Chiamo il call center di Trenitalia per sapere se posso fare il biglietto gratuito in stazione. La prima operatrice al mio quesito risponde: “Ah non saprei”. Ah non sapresti. E quindi chi devo interrogare? L’oracolo? Il mago Otelma? L’oroscopo di Paolo Fox? Nel frattempo siamo già arrivati alle 11.10 e ricordo che la mia prenotazione scade alle 11.42. Mi incarognisco e chiamo di nuovo il call center Trenitalia. Stavolta non mollo e chiedo di avere una risposta chiara. Trovo un’operatrice molto comprensiva che si fa dare il mio numero di cellulare e mi promette di richiamarmi entro due minuti. Grazie. Mi richiama alle 11.22 e mi dice sì, il biglietto per Evi lo posso fare dopo in stazione. Ok

Torno sul sito di Trenitalia per confermare la mia prenotazione e pagare. Sorpresa. SUL SITO DI TRENITALIA NON PUOI PAGARE IL POSTOCLICK SE NON HAI POSTEMOBILE (vorrei sapere quanti hanno Postemobile, quanti??????). Per pagare devi andare a uno sportello Unicredit, alle biglietterie automatiche delle stazioni, in agenzia di viaggio o nelle ricevitorie Sisal. Puoi anche pagare sul Machu Picchu, ma solo nei giorni pari, e a Cabot Cove, ma solo nei giorni in cui non ammazzano nessuno.

E siamo alle 11.28. Mi precipito fuori dalla redazione, raggiungo il tabacchi più vicino che so per certo essere anche una ricevitoria Sisal. Conosco la ragazza che ci lavora, ogni volta chiacchieriamo del più e del meno, è molto carina e gentile. Entro urlando: FERMI TUTTI, E’ UN’EMERGENZA per saltare la fila. La ragazza capisce al volo e si mette al terminale. Ovviamente il sistema fa fatica a collegarsi e sono le 11.38. Prova e ci riprova, tra la trepidazione non solo mia ma di tutti i clienti, e poi mi guarda sconsolata e mi dice: “Mi spiace, non ce l’ho fatta”. Sto per urlare tipo scena nella doccia di Psycho, ma lei subito aggiunge: “Dai scherzo, ecco il tuo biglietto”. Quasi scatta l’applauso, io le dico che l’apprezzo perché è un mostro di cattiveria. Trenitalia, che dici? Facciamo che il biglietto per gli animali lo possiamo fare anche on line?.

di Emilia Vitulano, giornalista professionista (e padrona di cane)

7 settembre 2016
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