Dieci anni senza Syd Barrett, il fondatore dei Pink Floyd

syd-barrett_pink-floydROMA  – Non ci fossero state le testimonianze, potrebbe sembrare quasi una leggenda: Syd Barrett che si presenta negli studi di Abbey Road durante la registrazione di Shine On You Crazy Diamond con uno spazzolino da denti, totalmente rasato e ingrassato. Geniale quanto folle, il chitarrista fondatore dei Pink Floyd Barrett se ne è andato il 7 luglio di 10 anni fa, in quel silenzio in cui era finito dopo l’addio forzato dai suoi Pink Floyd a causa dei tanti problemi, anche mentali e legati all’uso di droghe, che lo avevano portato a non poter più dare quel tocco di genialità che aveva reso unico il sound della band britannica.

Nato a Cambridge il 6 gennaio del 1946, dopo un iniziale interesse per disegno e scrittura, verso i 14 anni scoprì la grande passione per la musica. Con i suoi amici Roger Waters e Bob Klose mise su un gruppo, i Pink Floyd Sound, diventati poi i Pink Floyd con Nick Mason e Richard Wright (e l’addio di Klose). Era il 1965. Già a partire dal nome, Barrett diede una risposta bizzarra, com’era nel suo stile: si dice che la scelta fu legata al nome di due dei suoi bluesmen preferiti, Pink Anderson e Floyd Council, ma lui sostenne che il nome gli era stato suggerito da alieni. E poi Pink e Floyd erano anche i nomi dei suoi due gatti.

Nel 1967 il debutto discografico, con il 45 giri su cui registrarono la canzone ‘Arnold Layne’, composta da Barrett, e quello fu anche l’anno dei primi problemi. A causa dell’uso sempre più frequente di sostanze stupefacenti e di una patologia, di cui pare soffrisse e che solo ultimamente è stata diagnosticata come essere la sindrome di Asperger, la situazione peggiorò sempre di più (anche nelle esibizioni dal vivo e nelle ospitate tv) fino alla rottura definitiva: il suo posto lo prese David Gilmour, che inizialmente doveva solo affiancarlo. Dopo di allora provò anche con una carriera da solista, condizionata però dai suoi crescenti problemi mentali e legati all’uso di droghe. Profondamente legati a Barrett, i Pink Floyd pubblicarono nel 1975 l’album Wish You Were Here, sostanzialmente dedicato a lui come dimostrano le tracce Shine On You Crazy Diamond e Wish You Were Here. E qui, l’episodio di Barrett e dello spazzolino da denti. Senza capelli, senza sopracciglia e obeso, si presentò negli studi con aria distratta, senza essere riconosciuto dai suoi ex compagni. Dopo parecchio, fu Gilmour a capire chi fosse, tra stupore e commozione da parte di tutti (lo stesso Gilmour si lasciò andare in un pianto). Dopo aver ascoltato Shine On, dopo aver pranzato insieme, Barrett sparì allo stesso modo con cui era apparso.

di Adriano Gasperetti, giornalista professionista

7 luglio 2016
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