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In Indonesia troppo pescato si butta, ecco il piano di Ifad contro gli sprechi VIDEO

ROMA – In Indonesia il 35 per cento del pescato viene sprecato, soprattutto a causa della vasta estensione del Paese, dove lunghe distanze separano i piccoli produttori dai mercati.

È quanto denuncia l’Ifad, il Fondo Onu per lo sviluppo agricolo, che in un video parla di “perdita enorme e costosa” per un Paese “con una popolazione da sfamare in rapida crescita”.

Molti produttori ittici, sottolinea ancora l’Ifad, non hanno a disposizione la tecnologia, le risorse e le competenze per preservare e trasportare il loro prodotto in condizioni ottimali.

“Un pescatore riesce a catturare un tonno, e lui o sua moglie siedono sul ciglio della strada per un giorno o due cercando di venderlo. Se non si vende, allora si butta“, spiega il direttore Ifad per l’Indonesia, Ron Hartman.

Recentemente, l’agenzia delle Nazioni Unite ha iniziato a lavorare insieme al ministero per gli Affari marini dell’Indonesia per rispondere al problema. Un progetto aiuta i pescatori e le loro famiglie a formare imprese di lavorazione dei prodotti ittici dotati di tecnologie di conservazione utili a ridurre al minimo gli sprechi.

La nuova vita delle donne

È il caso del gruppo Tenggirii Fish Enterprise, sull’isola di Sulawesi, dove alcune donne affumicano il pesce che sarà venduto a 3mila km di distanza, nella capitale Jakarta.

Grazie al progetto, le donne non devono più aspettare di ricevere il denaro dei mariti impegnati in mare, e riescono a ricavare un reddito di 5 milioni di rupie indonesiane (335 euro circa).

“Prima di ricevere il trasferimento del salario da mio marito, dovevo prendere in prestito soldi da negozi e vicini” racconta Meity Masipuang, impiegata alla Tenggirii Fish. Grazie al nuovo lavoro, invece, “ogni due settimane vendiamo i nostri prodotti e abbiamo denaro con cui rispondere ai nostri bisogni”, afferma nel video prodotto dall’Ifad. Attraverso simili attività, l’agenzia afferma che oltre 75mila famiglie nel paese hanno migliorato le loro condizioni economiche.

6 luglio 2017
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