Ambiente

Acea presenta il bilancio sostenibilità 2014: 80% dell’energia da fonti rinnovabili (VIDEO)

Non c’è solo la dimensione economica, ma anche quella sociale e ambientale. L’Acea ha presentato il Bilancio di sostenibilità 2014: è il 17mo report pubblicato dal Gruppo per rendicontare i risultati dell’esercizio in un’ottica di sostenibilità. Il report è focalizzato su elementi intangibili e performance socio-ambientali e integra le informazioni finanziarie presentate dal bilancio civilistico. Nel 2014 l’Acea ha distribuito agli stakeholder un valore di 3,085 miliardi e ha generato da fonte rinnovabile l’80% del totale di energia elettrica (647 GigaWattora su 808 GWh).

Il suo contributo all’indotto, si legge ancora nei dati di sintesi del documento, e’ stato di 533 milioni e ha dato lavoro a circa 1.800 aziende stipulando oltre 3.500 contratti. Le donne in Acea rappresentano il 23,1% dell’organico e il 41,6% dei laureati.  Il 99,5% dei contratti del Gruppo e’ a tempo indeterminato e alla formazione sono state dedicate 81.898 ore, 17,3 ore pro capite.

“Acea apre un forum per fare il punto e ragionare in modo condiviso sui temi della sostenibilità”, ha spiegato il direttore Relazioni esterne e Comunicazione, Stefano Porro. Il direttore Affari Istituzionali Acea, Ranieri Mamalchi, ha aperto il convegno nella sede del Gruppo a piazzale Ostiense, sottolineando che l’azienda sarà in grado di rispondere a un contesto che “non vedrà più le aziende come soggetti solo responsabili dal punto di vista economico, ma anche sociale e ambientale”.

Il dibattito si è concentrato poi sulla direttiva europea 2014/95 dell’ex commissario Ue Barnier, che obbliga le aziende a essere più trasparenti nella loro attività. Il provvedimento riguarda le societa’ quotate sui mercati regolamentati, banche e imprese assicurative con almeno 500 dipendenti e prevede appunto l’ampliamento degli obblighi di rendicontazione aziendale, a partire dal 2017, anche ad aspetti di natura non finanziaria come fattori ambientali, sociali, governance, tutela dei diritti umani, lotta alla corruzione.

Alla tavola rotonda, oltre ai rappresentati di Acea sono intervenuti Selina Xerra di Iren e Gianluca Principato di Hera. “I valori sociali ed ambientali sono parametri altrettanto forti che aiutano a spiegare quelli economici e finanziari”. Quello della trasparenza e del bilancio di sostenibilità è “un percorso obbligato”, spiega Xerra.

Per Principato “la direttiva Barnier può essere un’opportunita’ e può uscire dal semplice adempimento di legge solo se leghiamo la misurazione degli indicatori di sostebilità a degli obiettivi. Io la vedo come una possibilità per le aziende di alzare l’asticella e provare ad innovare sempre di più”. Infine, secondo Claudio Puliti di Acea la direttiva risponde “a una logica di equità e distribuzione della ricchezza che chiama in causa anche le aziende e non solo i governi. Le multiutility devono dare una risposta ambiziosa, spero sia davvero l’occasione per far arrivare i temi della sostenibilità nei cda”.

“Riteniamo- ha spiegato il direttore degli  Affari Istituzionali di Acea, Ranieri Mamalchi- che sia importante per tutte le aziende, tanto più per aziende come la nostra che erogano un servizio pubblico, essere più vicini ai bisogni della gente, sensibili ai temi dell’ambiente e della sostenibilità. Sono temi che hanno una valenza economica e pensiamo che l’attenzione a questi temi produca un valore economico. Il bilancio di sostenibilità non è altro che l’espressione dell’attitudine di una azienda alla sua vocazione ai temi sociali ed ambientali. Il gruppo è stato pioniere su questi temi e dal 2011 è riuscito a centrare l’obiettivo dell’uscita in contemporanea del bilancio di sostenibilità e di quello civilistico”.

“Hera- ha detto poi Gianluca Principato, dirigente del gruppo Hera, a margine della presentazione del bilancio di sostenibilità di Acea- utilizza il bilancio di sostenibilità da più di 10 anni per rendicontare e far capire al proprio pubblico di riferimento quali sono i risultati sociali ed ambientali dell’azienda. La multiutility bolognese si serve di questo strumento sia per vedere i risultati dal punto di vista economico, che è il punto di partenza per qualsiasi valutazione, ma anche per allargare la visione sulla tutela dell’ambiente, il coinvolgimento delle comunità locali e la tutela dei lavoratori. Lo vediamo anche come uno strumento per programmare azioni di miglioramento dei nostri risultati a tutto tondo”.

6 giugno 2015
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