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Renzi: Pd unica sinistra che vince in Europa, mai accaduto di governare 17 Regioni su 20

renzi a genova“La cosa che mi preoccupa è che in Europa la sinistra è terza in Francia, terza in Spagna, in Grecia ha le sembianze di Tsipras perchè il Pse è al 4%, in Germania l’Spd non tocca palla. In Polonia è al quinto posto, nel Regno Unito ha straperso. L’unica sinistra che ha ancora risultati, per me non soddisfacenti ma positivi è l’Italia”. Questo uno dei passaggi del discorso di Matteo Renzi, intervistato da Ezio Mauro a Genova a ReplIdee.

“Al nord la partita è molto aperta, non siamo fuori gioco- ha poi commentato il premier, parlando dell’esito delle recenti elezioni regionali- Mi dispiace per la Liguria ma non c’è partita, numericamente è evidente che il Pd ha vinto, governiamo in 17 regioni, non è mai accaduto, abbiamo un consenso nel paese che è il più forte di tutta la sinistra europea”.

“L’idea che c’è una sinistra che è più sinistra dell’altra, quella riformista, non solo ci fa perdere qui in Liguria, ma è stata una delle principali alleati del ventennio di Silvio Berlusconi e fa vincere la destra- ha aggiunto parlando sempre del caso Liguria e della minoranza del Pd- Quando si sta dentro una comunità si rispettano le regole della comunità, se non è più un partito democratico ma un partito anarchico dove ognuno fa quello che gli pare. Sicuramente il Pd deve fare una riflessione e ben venga. Un po’ di buon senso ci aiuta sempre a rimetterci in gioco ma occorre chiarire una cosa importante: dentro la sinistra cosa c’è fuori dal Pd? C’è la coalizione sociale e il Podemos italiano? C’è Landini o prima Bertinotti? Io credo che fuori dal Pd l’alternativa sia Salvini e il centrodestra. Se vogliamo essere una argine all’antipolitica dobbiamo darci una mossa: se si vogliono cambiare le cose occorre la sinistra che governa la sinistra che protesta, non la sinistra che fa convegni sul lavoro ma che apre le fabbriche”.

Infine Renzi ha parlato delel recenti riforme approvate o in corso di approvazione. Sulla scuola “discuteremo, non si può fare la riforma senza massimo coinvolgimento, ma non cederemo da chi dall’alto delle proprie rendite di posizione pensa che sia intoccabile. Non è possibile: assumiamo 100 mila persone, mettiamo un miliardo in più e li abbiamo fatto arrabbiare. La riforma della scuola la portiamo  a casa perché è il futuro del Paese. Dopo anni di tagli noi porteremo a casa un risultato serio per l’interesse dei nostri figli”. E poi, sul lavoro: “Io credo che sul lavoro aver portato +261 mila posti di lavoro è un risultato di sinistra e la tradizione operaistica di sinistra dovrebbe riconoscersi in chi crea posti di lavoro e non in chi parla di lavoro nei convegni”.

6 giugno 2015
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