Ttip, Calenda: “Se salta è per negoziazione lunga”

calendaROMA – Il Ttip per ora non salta, e “se salta”, se, “è perché siamo andati lunghi con la negoziazione”, perché “siamo arrivati troppo in là”. Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo economico, lo precisa a margine del convegno ‘Il Trattato commerciale Ue-Usa (Ttip): preoccupazioni e proposte di parti sociali e imprese’, in corso alla Camera.

Insomma, per ora il Ttip non salta, le trattative vanno avanti, e l’Italia continuerà a negoziare, come “abbiamo ribadito al Consiglio europeo, dove abbiamo riconfermato il mandato in pieno”, precisa Calenda. Rispetto alla Brexit, per ora non è possibile valutarne gli effetti sul trattato, spiega il titolare dello Sviluppo, che ve possano essere “non credo”, ma “lì il problema grosso è che il negoziato è molto in ritardo, è partito molto in ritardo e sta arrivando molto in ritardo”, ma si va avanti. Come spiegano fonti vicine al dossier, infatti, più che la Brexit sul futuro del Tttip pesa il cambio di ammnistrazione americana, che dopo due mandati di Obama a novembre vedrà un altro presidente nella Casa Bianca con le cosneguenze del caso.

E di oggi la dichiarazione di Matthias Fekl, sottosegretario agli Affari esteri, sviluppo internazionale e commercio estero del governo francese, per il quale sara’ “impossibile per l’Unione europea e gli Stati Uniti siglare entro quest’anno un accordo sul Ttip”. Secondo Fekl “un accordo nel 2016 e’ impossibile e tutti lo sanno”, per cui “non c’e’ alcuna possibilita’ che qualcosa cambi entro il termine del mandato dell’amministrazione Obama”.

“CREDO SPAZIO IN UE E USA PER CHIUDERE SIA ZERO” – “Credo che ormai lo spazio politico in Europa e negli Stati Uniti per chiudere il Ttip sia ridotto allo zero“: Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo economico, lo dice nel suo intervento al convegno ‘Il Trattato commerciale Ue-Usa (Ttip): preoccupazioni e proposte di parti sociali e imprese’, in corso alla Camera.

“Non si può negoziare pensando di vincere 100 a 1, allora è meglio non negoziare affatto e non sedersi”, dice Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo economico, rivolgendosi agli oppositori tout court del Ttip.

La chiusura nei confronti del trattato nasce dal fatto che si è “rotta la fiducia dei cittadini che le elite economiche siano in grado di gestire gli impegni internazionali” nei loro interessi, dice Calenda, “il tema dei parlamenti c’è”, conclude, ma “il tema vero è quella della sostenibilità” e su questo alcuni risultati sono stati ottenuti, valuta.

5 Luglio 2016
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