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Migranti, Sinistra Italiana nel Cpa di Cona: “Chiudiamo questo inferno” / VIDEO


ROMA – “Smantellare il Cpa di Cona: e’ una tendopoli invivibile“. Nicola Fratoianni e Giovanni Paglia, deputati di Sinistra Italiana, interpellati dall’agenzia Dire, lanciano l’allarme sulle condizioni in cui versa il centro di prima accoglienza in cui due giorni fa e’ morta la 25enne ivoriana Sandrine Bakayoko.

I deputati hanno visitato il Cpa di Cona questa mattina. “Le condizioni di vita sono totalmente inadeguate. Mille quattrocento persone stipate all’interno di tende, come una Calais italiana. Non hanno riscaldamento, ne’ acqua calda. Sono ovviamente tutti ammalati”, spiega Paglia.

Il presidio sanitario e’ ridotto ai minimi termini: “Consiste in un medico presente nella struttura solo qualche ora al giorno. I migranti- aggiunge Paglia- riferiscono che il medico si limita a dare un’aspirina a tutti, quale che sia la malattia. Poi ovviamente, quando invece del malanno di stagione si presenta una malattia piu’ seria, il povero malcapitato muore. Ed e’ quello che e’ successo prevedibilmente a Sandrine“.

Sul Cpa di Cona Sinistra Italiana ha acceso i riflettori da tempo, con tre interrogazioni al governo. “Prima della morte di Sandrine la situazione era gia’ di alta tensione. Anche prima che arrivasse l’inverno Cona era un brutto posto in cui stare. Con le basse temperature e il gelo- osserva Paglia- e’ diventato un posto invivibile”.

Fratoianni parla di “scenario disastroso” testimoniato da alcune foto che ha postato su Twitter: “E’ impraticabile, un luogo lontano da qualsiasi senso di umanità e vivibilità. Il che- attacca- dimostra il totale fallimento delle politiche emergenziali. Quella dell’immigrazione- allarga il discorso il deputato- è un fenomeno con cui dovremo fare i conti e allora dico al ministro dell’Interno Minniti che riaprire i Cie è l’esatto opposto di quello che serve“.

La ricetta secondo Sinistra italiana è piuttosto quella della “accoglienza diffusa con politiche di integrazione e mediazione. Il governo ha gli strumenti, non coercitivi, per distribuire i migranti nei Comuni. Deve farlo perchè questo è un fenomeno strutturale”. Paglia conclude: “Il modello e’ l’accoglienza diffusa. Il concentramento a Cona e’ avvenuto perche’ i sindaci leghisti di alcuni comuni del Veneto l’hanno negata. E’ venuto il momento di vincere quelle resistenze”.

04 gennaio 2017

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