Intervista a Andrea Zafferani - DIRE.it

San Marino

Intervista a Andrea Zafferani

andrea_zafferaniNome: Andrea

Cognome: Zafferani

Luogo e data di nascita: Borgo Maggiore, 19/12/1982

Professione: Impiegato Bancario

Residenza a San Marino: Dall’età di 8 anni
Domicilio a San Marino: Dall’età di 8 anni

Partito: C10

 

 

1) Cominciamo dalla legislatura ormai volta al termine. Può dirci cosa, secondo la sua opinione, ha funzionato bene e cosa no o comunque meno? Per quali ragioni?

Poche cose hanno funzionato in questa legislatura. Sviluppo economico al palo, disoccupazione in crescita e nessun provvedimento reale per rilanciare la crescita (che infatti ancora langue dopo il -35% registrato negli ultimi anni). Solo tanti spot. Ed inoltre, gravissimo, lo Stato ha iniziato a indebitarsi anche per finanziare la sua spesa corrente. Infine, la maggioranza non ha saputo e voluto ascoltare mai progetti e idee dell’opposizione, impoverendo il dibattito. Tra le cose positive metto solo due cose: i provvedimenti in materia di giustizia e il quasi completamento della rete in fibra ottica.

2) Nella prossima legislatura, quali sono i tre punti prioritari che la nuova maggioranza dovrà mettere al centro dell’agenda politica nei primi 100 giorni? Perché?

Primo punto: recuperare risorse sottratte alla collettività dai “furbetti” della monofase e controllare il fenomeno dei crediti di imposta concessi alle banche. Questo è il senso della legge di iniziativa popolare sostenuta da Civico10: senza segnali forti su questi temi tutto risulta poco credibile. Secondo punto: rilanciare lo sviluppo economico con strumenti subito attuabili. Sportello Unico per le Imprese, Agenzia per lo sviluppo, residenze a piccoli imprenditori che investono, formazione dei sammarinesi, politiche precise di rilancio del turismo nei suoi vari ambiti, sconti mirati a rotazione sulla monofase per spingere il consumo interno (legato al rilancio della Smac), sviluppo delle attività di sostegno agli studenti universitari e tante altre politiche attuabili in tempi brevi. Tutto questo da accompagnare, nel tempo, con le riforme strutturali (PA, lavoro, pensioni in primis) e al miglioramento delle telecomunicazioni, fondamentali per essere all’avanguardia. Terzo punto: risolvere le problematiche del settore bancario, affrontando con coraggio e realismo il problema degli NPL. L’Asset Quality Review è la base fondamentale, da accompagnarsi con una politiche di sostituzione dei management che hanno utilizzato allegramente i depositi della clientela. Il tutto per evitare fallimenti che, purtroppo, comprometterebbero i risparmi della gente.

3) Ci sono delle tematiche politiche che sente maggiormente vicine e per le quali desidera impegnarsi in prima persona? Come mai?

Nel corso dei miei studi ho approfondito molto il tema del sistema pensionistico e del mercato del lavoro, due temi su cui come Civico10 abbiamo puntato molto con progetti di riforme strutturali importanti, già proposte più volte e purtroppo sempre bocciate, che adesso vogliamo realizzare davvero. Inoltre, come dicevo, credo che risolvere le problematiche del sistema finanziario sia strategico per poter far ripartire il credito e favorire lo sviluppo economico del Paese.

4) In questa fase si parla sempre più di sviluppo dell’economia del Paese ma il concetto è legato all’idea di sviluppo che ognuno ha. Secondo la sua, quali sono le direzioni da seguire per ottenere i traguardi in tale ambito? A cosa non bisogna rinunciare per farlo?

San Marino deve fare due cose: individuare i settori su cui puntare, ed attrarli con leggi specifiche da promuovere all’estero (le cosidette leggi di settore) e risolvere quei nodi che lo rendono poco competitivo all’estero. Nel programma della coalizione adesso.sm identifichiamo come nuovi settori da sviluppare: mobilità sostenibile, data center, enogastronomia e agricoltura biologica, wellness, start-up ad alta tecnologia e telecomunicazioni (diventando il primo paese Free Internet per le imprese che lavorano sul web). E, come detto, nel rilancio del turismo e del commercio, settori dove possiamo far valere la nostra unicità e fascino. Rispetto al secondo gruppo di interventi, abbiamo identificato i nodi decisivi nella riforma della pubblica amministrazione secondo logiche aziendali basate sulla valutazione del merito e delle prestazioni, nella riforma del mercato del lavoro secondo logiche di flex-security di stampo nordeuropeo, nella certezza e semplicità delle regole anche attraverso la redazione di testi consolidati e l’eliminazione della discrezionalità politica, nell’accordo di associazione con l’UE per ottenere le 4 libertà fondamentali ed infine, come detto, nello sviluppo del sistema finanziario secondo quanto già indicato dal Consiglio Grande e Generale nel Febbraio 2014. A cosa non bisogna rinunciare? A crederci e a fare concretamente quel che si dice. Basta chiacchiere, bisogna passare dal dire al fare, parliamo al vento da troppi anni.

5) Qual è il convincimento che ha maturato in questi anni nel rapporto che sarebbe giusto si instaurasse tra San Marino e Unione Europea?

La strada che San Marino ha intrapreso secondo me è quella corretta. Non stiamo facendo un percorso di adesione come molti pensano, ma un accordo di associazione che è un accordo principalmente di natura economica che ci consentirà, al termine del processo, di godere delle 4 libertà fondamentali e quindi di viaggiare e lavorare all’estero, di poter vendere le nostre merci e i nostri servizi (anche finanziari) senza i vincoli oggi esistenti, ecc…Penso sia una cosa in cui abbiamo solo da guadagnare. A patto che riusciamo a negoziare deroghe per noi vitali, a partire dal controllo degli ingressi in territorio e dal mantenimento della sovranità fiscale: temi per noi assolutamente decisivi da porre velocemente al tavolo del negoziato.

6) Nella storia di San Marino, anche recente, c’è una figura politica a cui si ispira o almeno in cui si riconosce per ideali e valori?

Ho stimato e stimo molte persone, che sono state per me un modello da seguire in termini di valori e rettitudine. Ma mi piace guardare al futuro più che al passato: oggi la differenza la farà chi saprà risolvere i problemi grandi che San Marino ha.

7) Nello scenario politico internazionale, attuale o passato, c’è un personaggio di cui stima l’azione politica? Se si, per quali motivi?

Preferisco guardare a noi, abbiamo dinamiche, problemi e approcci per risolverli che sono radicalmente diversi rispetto a Paesi migliaia di volte più grandi di noi. Inutile ispirarsi a chi agisce in contesti completamente diversi.

8) Ci sono delle esperienze nella sua formazione, nel suo lavoro, nella sua vita (anche politica) che considera propedeutiche o comunque importanti per svolgere nel migliore dei modi il mandato per cui si candida?

Ringrazio per aver potuto studiare e laurearmi in materie economiche e per poter lavorare in ambito finanziario, come dicevo sopra, confrontandomi quindi con i modi per risolvere i problemi complessi oggi esistenti. Oggi, purtroppo, tanti si sentono di conoscere approfonditamente una questione perchè guardano un video su Youtube di qualche improvvisato opinionista spacciato per luminare. Dobbiamo essere molto seri nell’affrontare questioni difficili.

9) Ci sono momenti in cui si sente orgoglioso del suo Paese? Quando l’ultima volta?

Spesso. Ogni volta che leggo articoli che parlano bene di noi, del nostro Paese, delle nostre tradizioni, delle nostre specificità, capisco quanto la curiosità e il fascino che generiamo potrebbe essere importante per attrarre persone e imprese da noi e farci crescere. Peccato che anni e anni di politica inconcludente ci abbiano fatto utilizzare pochissimo questo potenziale. Spetta ad una nuova generazione politica superare queste logiche e agire concretamente.

10) Quali sono gli aspetti del suo carattere che ritiene maggiormente importanti per fare politica?

Cerco di ascoltare tutti, mi piace conoscere le idee degli altri per recepirle e migliorare il mio bagaglio culturale. Penso che sia l’approccio che dovrebbe avere un governo serio: ascoltare gli altri, cittadini e opposizione, e le loro proposte, per fare progetti di legge migliori.

11) Quando è nata nella sua vita l’aspirazione all’impegno politico con lo spirito di servizio per la nostra Repubblica? É giunta legata a un fatto scatenante particolare o si è costruita gradualmente nel tempo?

Mio padre ha sempre avuto grande passione per la politica e me l’ha trasmessa fin da giovane, discutendo in casa e commentando i fatti di attualità. Ho iniziato a fare politica a 21 anni, in un movimento giovanile.

12) Nella sua vita privata, anche passata, ci sono delle passioni (sport, hobbies, interessi) che ha coltivato e che hanno lasciato il segno dentro di lei? Se si, quali insegnamenti ne ha ricavato?

Sono un appassionato di sport, lo pratico da sempre. Ultimamente mi dedico al Crossfit, un movimento in buona crescita anche a San Marino. Per il resto amo leggere, informarmi sull’attualità e sull’economia, anche se con molto meno tempo di quanto vorrei.

13) Con la preferenza unica crediamo che gli elettori valuteranno la competenza, le capacità del candidato, le sue motivazioni e l’entusiasmo. Cosa può dire a proposito riguardo le sue? 

Autocelebrarsi non è una cosa che mi piace fare. Sono gli altri a dover giudicare queste cose. Io sono fra quelli che pensa che la preferenza unica peggiorerà la campagna elettorale, personalizzandola ancora di più e trasformandola un po’ in un tutti contro tutti per accaparrarsi la preferenza, specialmente presso gli elettori residenti all’estero. Non credo quindi che si avvererà quel che dite in premessa. Ma lo vedremo presto.

 

3 novembre 2016
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