Istat. Più donne nelle istituzioni, elevata la sfiducia nei partiti

ROMA  – L’elemento più dinamico nel quadro politico istituzionale è la crescente presenza femminile nei luoghi decisionali politici ed economici. Dopo le recenti elezioni europee, il divario di genere diminuisce sensibilmente e l’Italia per la prima volta raggiunge una rappresentanza femminile al Parlamento europeo più elevata della media Ue (40% contro 37%). E’ quanto emerge dalla terza edizione del ‘Rapporto sul Benessere Equo e Sostenibile (Bes 2015)’, presentato dall’Istat. La presenza delle donne è in crescita anche nel Parlamento nazionale e nelle principali istituzioni, anche se in alcuni consigli regionali, rinnovati negli ultimi tre anni, le donne diminuiscono.

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La maggiore presenza femminile ha contribuito all’abbassamento dell’età media dei parlamentari (47,2 anni alla Camera e 55,3 anni al Senato) essendo le elette notevolmente più giovani dei colleghi maschi. Il divario di genere si riduce anche nei consigli d’amministrazione delle imprese, dove la presenza femminile è in costante aumento a seguito delle recenti politiche di empowerment (da 17,8% nel 2013 a 22,7% nel 2014). Segnali positivi emergono anche dal fronte del sistema giudiziario. Gli ultimi dati sui procedimenti civili di cognizione ordinaria discussi nei tribunali ordinari segnalano una notevole diminuzione dei tempi medi di giacenza del procedimento (-12,2%), ma le differenze regionali sono molto marcate. Rimane comunque ancora elevata e trasversale la sfiducia nei confronti di partiti (voto medio 2,4), Parlamento (voto medio 3,5), consigli regionali, provinciali e comunali (voto medio 3,7), e del sistema giudiziario (voto medio 4,2); la sfiducia riguarda tutte le zone del Paese senza apprezzabili variazioni di genere ed età. Le sole espressioni di fiducia dei cittadini che superano la sufficienza sono per i Vigili del fuoco e le Forze dell’ordine (voto medio 7), segno che i cittadini premiano coloro che mettono la protezione del bene comune prima ancora della propria incolumità.

2 Dicembre 2015
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