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Migranti in centro a Genova, ma il condominio scelto non li vuole. E la Lega raccoglie firme

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GENOVA – “Non credo che si possa continuare a pensare che chiunque arrivi abbia diritto a un appartamento e che qualsiasi associazione si occupi di immigrati abbia diritto a ricevere i soldi solo perché si vuole ospitare l’intero mondo in questa città e in questo paese”. Lo dice il segretario ligure della Lega Nord e assessore allo Sviluppo economico, Edoardo Rixi, intervenendo questa mattina a Genova nel corso di un presidio del Carroccio per raccogliere firme contro la prossima accoglienza di una ventina di profughi in un alloggio di via XX settembre 11, nel palazzo in cui ha sede lo storico Mercato orientale. “Queste scelte non possono essere imposte, devono essere condivise con il territorio- va avanti Rixi- e vorrei capire perché il sindaco non sia venuto a spiegare ai cittadini e alle associazioni di categoria la razionalità di questa scelta”. L’assessore ricorda che “la decisione è stata presa da prefettura e Comune ed è diventata pubblica solo un mese dopo rispetto a quando è stato dato il via libera a questa operazione, deleteria per un’area in cui era appena stato fatto un accordo con la Regione per una riqualificazione commerciale“.

genova_panorama_altoSecondo il leader regionale del Carroccio, “l’arrivo dei profughi crea problemi ai condomini dello stabile e ai commercianti del mercato perché vengono fatti lavori di giorno e di notte, utilizzando metodi sbrigativi che non sono concessi ai cittadini comuni”. C’è anche la Digos, dal lato opposto del marciapiede, a vigilare sulle operazioni ma la raccolte firme fila via liscia, senza particolari contestazioni. “Abbiamo raccolto circa 150 firme– dicono gli attivisti poco prima di mezzogiorno- ma continueremo anche nei prossimi giorni”. Al presidio, proprio di fianco all’ingresso principale del Mercato orientale ci sono, tra gli altri, anche il segretario provinciale della Lega Nord, Stefano Garassino, e il consigliere comunale Alessio Piana. Alla spicciolata arriva anche qualche operatore del mercato, alcuni condomini e l’amministratore dello stabile: tutti contrari all’arrivo dei profughi, tanto da aver fatto ricorso d’urgenza in Tribunale per far bloccare i lavori di ristrutturazione sulla base di una perizia di parte.

IERI I RESIDENTI HANNO CHIAMATO I CARABINIERI PER FERMARE L’ALLACCIO DELL’ACQUA

Un primo parere dovrebbe arrivare giovedì 8 settembre. Intanto, ieri, la tensione è salita a livelli di guardia quando l’amministratore e i condomini hanno chiamato i Carabinieri per bloccare l’allaccio dell’acqua all’appartamento. “Vogliamo vedere l’ordinanza del prefetto, il via libera della Sovrintendenza e soprattutto dobbiamo sottoporre il consenso a procedere ai lavori e all’accoglienza dei profughi nel corso di un’assemblea straordinaria di condominio”, sostiene l’amministratore Franco Gromi. “Temiamo che i profughi possano arrivare prima del parere del Tribunale– dicono i residenti- magari portati in un blitz notturno per dare meno nell’occhio”.

“RIXI: “NON SI CAPISCE PERCHE’ I MIGRANTI IN CENTRO E I SENZACASA GENOVESI MAGARI IN PERIFERIA

La prefettura, con il consenso del Comune, non sembra però avere alcuna intenzione di cambiare idea. “Demanio e Comune hanno altri alloggi in via XX settembre- riprende Rixi- e, purtroppo, ad oggi nessuno ha detto che questo sarà un episodio sporadico e quindi c’è una forte preoccupazione che possano essere avvallate altre operazioni di questo tipo nella zona”. Ma, conclude il leghista, “se il Demanio ha degli immobili vuoti e il Comune acquisisce alloggi e ha i soldi per fare le ristrutturazioni, che li dia a tutte quelle persone che sono in lista di attesta per una casa pubblica a Genova. Non si capisce perché in centro città bisogna gestirli in questa maniera e poi, magari, chi ha bisogno ed è genovese lo si manda in una casa che crolla a pezzi, in un quartiere periferico”.

di Simone D’Ambrosio, giornalista

02 settembre 2016

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