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DIRE Emilia-Romagna

Nel 2016 a Bologna celebrate 42 unioni civili, 32 tra coppie di uomini

BOLOGNA – A Bologna, nel 2016, si sono sposate 1.018 coppie e dall’entrata in vigore della legge 76 che ha riformato il diritto di famiglia sono state celebrate 42 unioni civili: 32 tra coppie di uomini e 10 tra coppie di donne. E’ il bilancio inserito nel rapporto elaborato dall’area Programmazione del Comune sulle tendenze demografiche del 2016. I matrimoni sono 15 in più rispetto all’anno precedente, con aumento pari all’1,5%. Fino a novembre i “sì” risultavano in calo, ma poi a dicembre si è registrata un’accelerazione che ha fatto salire il dato. La leggera crescita è tutta da ascrivere ai matrimoni religiosi, che sono stati 13 in più rispetto al 2015, ma questi “restano comunque ampiamente minoritari”, rilevano gli uffici di Palazzo D’Accursio: si sposa in chiesa solo una coppia su quattro, con 258 riti in tutto nel 2016. Tre quarti (74,7%) dei matrimoni, dunque, sono stati celebrati con rito civile, 760 in totale: “La scelta del municipio è preferita sia dalle coppie formate da celibi e nubili, sia dai numerosi sposi che optano necessariamente per il rito civile- spiega l’amministrazione- avendo alle spalle un matrimonio ormai concluso, nonché dagli sposi stranieri spesso non di religione cattolica”.

Rispetto poi ai 3.109 bambini venuti alla luce nel 2016, uno su quattro è nato da coppie di nazionalità straniera (846), mentre 345 (11%) sono nati da coppie miste, composte cioè da un genitore italiano e l’altro straniero. Se si guarda allo stato civile dei genitori, 1.929 neonati sono figli di coppie coniugate (62% del totale) mentre quasi quattro su dieci sono i bambini nati al di fuori del matrimonio (1.180, pari al 38% del totale): una quota che il Comune segnala essere “in crescita costante”.

Nel complesso, le famiglie conteggiate in città a fine 2016 sono 206.050, ovvero 851 nuclei in più (+0,4%) rispetto al 2015. “Ma l’anagrafe spesso maschera l’effettiva situazione familiare- avverte l’amministrazione- in particolare per quei segmenti di popolazione in cui la presenza di famiglie unipersonali e coabitazioni può risultare significativa”. Per questo gli esperti di Palazzo D’Accursio fanno riferimento al “menage“, cioè l’insieme delle persone che condividono la stessa abitazione e che appartengono ad una sola famiglia o a più famiglie coabitanti: i menages sono a quota 184.000, oltre 22.000 in meno (-10,7%) rispetto al dato delle famiglie anagrafiche. A fronte di una dimensione media familiare di 1,86 componenti, l’effettivo numero medio di persone che vivono nello stesso alloggio, prendendo come riferimento i menages, è in media di 2,09. Tra le famiglie anagrafiche, più della metà (105.867, pari al 51,4%) sono single, ma se si analizzano i menages la prevalenza risulta molto meno accentuata: infatti le persone effettivamente sole, che cioè non coabitano con altri nuclei familiari, sono circa 74.600, il 29,5% in meno rispetto al totale delle famiglie unipersonali anagrafiche.

di Maurizio Papa, giornalista professionista

02 febbraio 2017

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