Il portiere Benedettini truffato da un millantatore, parla l’avvocato della sua famiglia

SAN MARINO – Il sogno della Liga spagnola era solo “una truffa bella e buona posta in essere da un millantatore ai danni” di Elia Benedettini, 20 anni portiere della nazionale sammarinese. Il legale della famiglia del calciatore, Stefano Pagliai, interviene con una nota per correggere il tiro della notizia diffusa oggi sulla stampa e fare alcune precisazioni. In primis, i 3.500 euro corrisposti al sedicente procuratore sportivo da parte di Roberto Benedettini, padre del ragazzo, “non erano finalizzati in alcun modo a facilitare l’ingaggio nella squadra spagnola dell’Esportivo Lleida”, sottolinea il legale, bensì “a coprire le spese di istruzione della pratica e di viaggio necessari per organizzare la trasferta”. Questa almeno, prosegue, fu la giustificazione presentata a fondamento della richiesta economica.

calcioA fronte di ulteriori richieste economiche, lo stesso padre del portiere “palesò le sue forti perplessità” e proprio in seguito a queste, prosegue il testo, che il “finto” procuratore prospettò, alzando il tiro, il possibile interessamento del Carpi. Quindi “nessun pagamento, nessuna tangente” è stata versata, puntualizza Pagliai, “per ottenere l’ingaggio come le indagini hanno già permesso di accertare”. Lo stesso legale si scaglia infine contro i pregiudizi della stampa: “Le letture tendenziose e maliziose della vicenda sono favorite- spiega- dal diffuso malcostume che troppo spesso emerge nel mondo del calcio”. Al contrario, “attribuire proprio a chi ha trovato il coraggio di denunciare un tale episodio- conclude- le sgradevoli etichette lette in queste ore, non pare che possa favorire quell’opera di purificazione del calcio che viene troppo spesso invocata ma forse troppo poco praticata”.

1 Dic 2015
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