Virginia Raggi in udienza dal Papa, ecco cosa si sono detti - DIRE.it

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Virginia Raggi in udienza dal Papa, ecco cosa si sono detti

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ROMA  – Una video-raccolta dalle periferie di Roma con messaggi, appelli e inviti indirizzati al Pontefice e provenienti dalle zone più in sofferenza della Capitale, da San Basilio a Tor Bella Monaca fino a Corviale. Lo ha mostrato, sul proprio tablet, il sindaco di Roma, Virginia Raggi, a Papa Francesco nel corso dell’udienza che si è svolta oggi in Vaticano, durata circa trenta minuti, e a cui il primo cittadino è stata accompagnata dal figlio, dai genitori e dallo staff.

Nel video sono raccolte le immagini di decine di romani che hanno rivolto un proprio pensiero al Santo Padre augurandogli di “andare avanti con quanto sta facendo”. Tra le richieste contenute nel video, anche quella di un giovane 30enne che a Papa Bergoglio ha chiesto di “concretizzare gli auspici espressi circa il pagamento dell’Imu per gli esercizi della Chiesa che svolgono attività commerciale”.

Il sindaco, spiegano dall’entourage della Raggi, “in sintonia con le parole e il lavoro portato avanti dal Pontefice in questi anni, ha voluto rendergli in dono la voce degli ultimi, di coloro che per tanto, troppo tempo, sono stati dimenticati dalle istituzioni politiche”. Al termine dell’incontro Raggi ha espresso “emozione e felicità” per l’incontro con Papa Bergoglio e lo ha ringraziato per questa “importante occasione”.

“LA CHIESA QUI E’ DI CASA” – “La Chiesa ha sicuramente un ruolo importantissimo in tutta Italia ma a Roma in particolare perché è di casa. Siamo vicini, ci guardiamo da un lato all’altro del Tevere”, ha detto Raggi, intervenendo ai microfoni di Radio Vaticana, commentando l’incontro di stamattina con papa Francesco.

“Quanto è importante il riscatto morale e spirituale di Roma? E’ importante ancora di più dopo tutti i tragici e spregevoli eventi che vanno sotto il nome di Mafia Capitale ma che in realtà poi coinvolgono tanti anni di cattiva politica. E’ necessario che i romani e tutti i cittadini capiscano ce c’è qualcosa che va al di là del proprio bene e che è il bene comune, l’interesse generale. E’ qualcosa che supera il particolarismo e l’egoismo, e credo che noi abbiamo il dovere di riportare invece i valori di comunità all’interno dell’amministrazione e di tutte le istituzioni”.

1 luglio 2016
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