Univax Day, a Roma esperti incontrano 1.000 studenti: “Con vaccini 35 anni in più di vita”

La giornata nazionale organizzata dalla Società Italiana di Immunologia, Immunologia Clinica e Allergologia (Siica) in 21 Atenei italiani
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ROMA – “La vita media dell’uomo sulla terra fino al 1.700 era di 30 anni. Nell’ultimo secolo grazie agli antibiotici e ai vaccini abbiamo guadagnato 35 anni di vita. Ragazzi vaccinatevi”. Parla chiaro Rita Carsetti, immunologa presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, alla platea di 1.067 ragazzi degli ultimi due anni delle scuole superiori di Roma e Provincia, riuniti nell’Aula Magna dell’Università La Sapienza per UniVax Day 2019. È la giornata nazionale organizzata dalla Società Italiana di Immunologia, Immunologia Clinica e Allergologia (Siica) in 21 Atenei italiani, promossa nella Capitale con l’Istituto Pasteur Italia, per rendere immuni i ragazzi dalle fake news sui vaccini. 

“I vaccini ci aiutano a creare la memoria immunologica- spiega l’immunologa- ci permettono di diventare capaci di difenderci da infezioni gravi come il tetano, la pertosse, l’emofilo e il pneumococco in maniera rapida ed efficiente. Il sistema immunitario costruisce sia gli anticorpi che le cellule della memoria e se mi vaccino avrò tutte queste difese senza mai aver contratto la malattia. In questo modo- continua il medico- sarò pronto a prevenire le malattie e a non farle diffondere. Se non sarò vaccinato, invece, la malattia si diffonderà, forse il mio sistema immunitario sarà anche in grado di rispondere ma senza il vaccino ci impiegherà 15 giorni a reagire e starò male. Se poi la malattia è grave come il tetano non ce la farò, se fosse la poliomielite potrei avere delle conseguenze, con il morbillo mi ammalerò e contaminerò almeno altre 14 persone. Tutto questo può essere evitato se ho già le cellule della memoria”. 

Ma fare i vaccini tutti insieme, chiedono gli studenti, non rappresenta un sovraccarico per il sistema immunitario? 

“No- replica rapidamente Carsetti- perché il sistema immunitario si è organizzato in maniera tale che ogni componente del vaccino genererà una risposta indipendente. È stato calcolato che il sistema immunitario potrebbe rispondere a 10.000 antigeni tutti insieme. Quelli che noi diamo con il vaccino, come l’esavalente, sono 6- rassicura il medico- veramente pochi per un sistema che si sta, invece, difendendo da tutto quello che c’è nel mondo esterno, che sta resistendo alle invasioni e controllando il microbiota intestinale e i batteri che vivono nelle nostre vie respiratorie. Il sistema immunitario è in grado di dare tante risposte perché abbiamo tantissime cellule e linfonodi dove ognuna di queste risposte può succedere indipendentemente dalle altre. La reazione del vaccino è quindi locale: nel posto dove viene fatta l’iniezione si dividono tutti gli antigeni componenti del vaccino, le cellule poi danno vita alle loro risposte indipendenti e creano tanti anticorpi che si diffonderanno in tutto il corpo per proteggerci in maniera sistemica. È una reazione locale con un effetto protettivo sistemico”.

Alle giovani alunne presenti l’immunologa raccomanda: “Quando avrete dei figli, ricordatevi che dovrete vaccinarvi in gravidanza contro la Pertosse. E’ una tosse convulsa che se colpisce i bambini di due mesi può anche causare la morte”. Allora perché i bambini devono vaccinarsi nuovamente se hanno gli anticorpi della mamma? Chiedono ancora gli studenti. “Gli anticorpi sono proteine e dopo un po’ quelli che la mamma passa al feto durante la gravidanza diminuiscono nel neonato al 2-3 mese di vita”, chiarisce l’immunologa. 

ESISTONO CONTROINDICAZIONI?

Tra le scuole superiori presenti il Labriola, la Montessori e l’Avogadro di Roma, il Galilei di Roma e Civitavecchia, il Peano di Monterotondo. Il 95% degli studenti sa che i vaccini sono sicuri e che nessun vaccino in Italia contiene il mercurio o provoca l’autismo, eppure una domanda risuona sulle bocche di tanti adolescenti durante la mattinata: “Esistono delle controindicazioni?”. Risponde Marzia Duse, past president della Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica (Siaip): “Ci sono ma sono temporanee- rassicura- e per questo motivo prima di fare le vaccinazioni si conducono sempre delle interviste. Pensate che la Siaip promuove delle campagne affinché si applichino gli schemi vaccinali anche ai bambini fragili senza preoccupazioni”.

Tuttavia, Angela Santoni, professoressa ordinaria di Immunologia e Immunopatologia de La Sapienza, direttore Scientifico dell’Istituto Pasteur Italia e presidente della SIICA aggiunge: “Per rispondere correttamente alla domanda sui rischi bisogna sapere che i vaccini sono di diverso tipo: ci sono quelli che contengono i virus vivi e attenuati, quelli con virus uccisi e infine quelli contenenti delle sostanze chimiche. In tema di rischi devo sapere di quale vaccino parlo- afferma Santoni- confermo che i soggetti con una immunità compromessa non possono fare i vaccini che contengono i virus vivi”. Le persone che non possono vaccinarsi e hanno bisogno di una protezione di gregge sono tante: “Tra loro c’è chi fa la chemioterapia, ha fatto il trapianto del midollo o presenta una immunodeficienza. Questi soggetti non devono entrare in contatto con batteri e virus- ricorda Carsetti agli studenti- se vi vaccinate eviterete che siano messi in pericolo”.

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1 Febbraio 2019
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