VIDEO | Simone Veil e Sofia Corradi fondamentali per l’integrazione Ue

Sono le due figure di donna scelte da Maria Pia Di Nonno per il suo contributo di ricerca pubblicato nel volume della fondazione Yuste 'Pace e valori europei come possibile modello di integrazione e progresso in un mondo globale'
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ROMA – Simone Veil e Sofia Corradi. Sono le due figure di donna scelte da Maria Pia Di Nonno, dottoressa in Storia d’Europa, per il suo contributo di ricerca pubblicato nel volume della fondazione Yuste ‘Pace e valori europei come possibile modello di integrazione e progresso in un mondo globale’, presentato nella sede di Roma dell’Ufficio in Italia del Parlamento Europeo. Un libro che raccoglie i lavori di “dieci dottori di ricerca che nel 2016-2017 hanno ricevuto la borsa di studio del Premio Carlo V dedicata per quell’edizione a Sofia Corradi- spiega all’agenzia Dire Di Nonno- Il tema della pubblicazione, in questo caso ‘Pace e valori europei come progetto di pace e di inclusione’, è stato scelto dalla vincitrice del premio Carlo V nel 2016, Sofia Corradi”, conosciuta ai più come ‘Mamma Erasmus’ perché ideatrice del programma di mobilità degli studenti e delle studentesse europei.

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“Il mio contributo vuole soffermarsi sul ruolo delle donne nel processo di integrazione europea ed in particolare su due figure, Sofia Corradi e Simone Veil. La scelta è stata fatta anche perché il premio Carlo V è stato vinto, dall’anno della sua istituzione, da queste sole due donne”. Figure femminili “apparentemente molto diverse- continua la ricercatrice- Una è italiana, l’altra è francese. Una è una politica, l’altra è una professoressa, hanno delle esperienze di vita completamente diverse, ma in fondo, in qualche modo, portano avanti gli stessi ideali: la pace dei popoli europei. Entrambe segnate, in misura diversa, da esperienze che hanno cambiato il loro destino: “Simone Veil viene da un’esperienza che l’ha marcata molto: i campi di concentramento– spiega la studiosa- Sofia Corradi non parte da un’esperienza così dura, ma da una delusione. Andata in America- racconta- non si era vista riconoscere degli esami che aveva sostenuto all’estero e quindi da lì parte l’idea di aiutare i ragazzi a effettuare degli scambi anche universitari con il riconoscimento dei crediti. Quindi l’idea, in questo caso, di pace che include e parte dal coinvolgimento dei giovani”. (DIRE) Roma, 30 gen. – Giovani i quali, insieme alle donne, per Di Nonno devono continuare a dare il loro contributo fondamentale ai valori europei messi in crisi da un lato dalla Brexit, dall’altra dall’emergere di sovranismi e dal moltiplicarsi di nuovi fenomeni di razzismo e antisemitismo. “Già in passato- ricorda- donne e giovani hanno dato un forte contributo al processo di integrazione europea. Ancora prima della firma dei Trattati di Roma, nel 1957, ci fu per un paio di anni una Campagna europea della gioventù. Fu molto importante e portò anche alla firma dei Trattati. Per quanto riguarda l’elezione del Parlamento europeo le donne ebbero un ruolo fondamentale nelle elezioni del 1979. Quindi, c’è anche questo nesso tra partecipazione dei cittadini e contributo delle donne. E questa partecipazione deve esserci ancora oggi”.

Osserva la ricercatrice: “Lo si è visto anche con le elezioni più recenti. C’è stato un coinvolgimento delle associazioni femminili, una forte mobilitazione che continua ancora oggi. Molte donne vedono riconosciuti i propri diritti e ricevono importanti incarichi a livelli presidenziali, come Ursula von der Leyen e Christine Lagarde. E addirittura si potrebbe fare un parallelo fra il 1979 e il 2019. Infatti- conclude l’esperta- le elezioni europee del 2019 si sono tenute esattamente a 40 anni dall’elezione della prima presidente del Parlamento europeo, Simone Veil, e a 20 anni dall’elezione della seconda ed ultima presidente, Nicole Fontaine”.

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31 Gennaio 2020
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