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Terremoto, Mattarella: “La scuola sia traino della rinascita” /VIDEO

A Sondrio il Presidente della Repubblica ricorda Ciampi e si appella all'unità del paese
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mattarella_sondrio003SONDRIO – “L’anno scorso abbiamo celebrato l’inizio dell’anno scolastico a Ponticelli, un quartiere significativo di Napoli. Si tratta di scuole di due zone diverse, con condizioni e potenzialità specifiche. Costituiscono entrambe parte integrante della scuola italiana. Questa staffetta ideale tra il Meridione e il Nord del nostro Paese sancisce, ancora una volta, il profilo della questione scolastica come grande questione nazionale“. Queste le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante il discorso inaugurale di apertura dell’anno scolastico dal palco del campus di Sondrio, sede scelta per il tradizionale appuntamento inaugurato nel 2000 dall’ex Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, ricordato anche per il grande amore che aveva verso la scuola.

“A voi studenti vorrei dire che la scuola di oggi disegna, costruisce il vostro domani. Non soltanto sul terreno delle conoscenze e delle competenze, fondamentali per trovare lavoro, ma anche su quello della crescita personale, civile e democratica”, dice il Capo dello Stato agli studenti, chiedendo loro di “mettere a frutto questa occasione” e di “usare al meglio il tempo che vi si offre: siate attivi, partecipativi, propositivi” è l’esortaziome di Mattarella. E “se qualcosa non funziona, cercate di colmare le carenze con il vostro entusiasmo e la vostra iniziativa: questo vi conferirà maggior titolo per indicare le carenze e chiedere gli interventi necessari”.

Mattarella rivolge un saluto particolare al mondo scolastico del capoluogo lombardo che ospita l’edizione 2016 dell’evento, “una realtà che è insieme di frontiera e di avanguardia- dice- e che presenta punte di vera eccellenza” e un pensiero speciale “agli studenti dei comuni colpiti dal terremoto dello scorso agosto, a quelli che sono qui, con noi, a Sondrio e a quelli che ci seguono in tv dalle classi nei locali provvisori o che sono ospitati in altri edifici”. Il Presidente auspica che proprio dalla scuola e dalla voglia di ripartire, insita negli insegnanti e negli studenti delle zone terremotate, parta la spinta per far rialzare le comunità colpite dal sisma: “Tornare a scuola, pur tra tante difficoltà e disagi, è un segno concreto di speranza e di rinascita. Posso dirvi, con certezza, che tutti gli italiani sono con voi, senza distinzioni. Guardano a voi, alle vostre famiglie, al dolore che vi ha colpito con partecipazione, con affetto e con solidarietà. Buon anno scolastico, particolarmente a voi. Siete l’avanguardia della ricostruzione dei vostri paesi”.


Più di una parola è rivolta da Mattarella alla situazione difficile in cui versano Amatrice, Accumoli e Pescara del Tronto. “Risulta particolarmente grave, intollerabile e da perseguire con la più grande severità la sottrazione di computer in una scuola di un paese delle Marche colpito dal terremoto: costituisce un tentativo odioso di rubare il futuro ai ragazzi di quel Comune”, dice Mattarella, che lo definisce “un’offesa a quell’ampio moto di solidarietà che si è sviluppato in tutta Italia”. Terremoto che fortunatamente non partorisce solo brutte vicende ma che ha risvegliato quel che di buono c’è in Italia: “Per fortuna il nostro Paese, nei momenti cruciali, è capace di grande e concreta solidarietà” fa sapere il Capo dello Stato, “lo abbiamo visto, nelle ore immediatamente successive al sisma, nell’impegno dei soccorritori, nella risposta dei volontari, nella generosità delle donazioni. L’Italia si è manifestata unita, ha ritrovato le ragioni della responsabilità, ha fatto sistema” dice definendo “questo, motivo di orgoglio“.

Per Mattarella “si deve sperare che questo spirito di unità nazionale, che si manifesta, comprensibilmente, con maggiore evidenza nei momenti di grande difficoltà, possa divenire un carattere permanente della nostra vita nazionale”. Una considerazione che secondo il Presidente si può proporre anche per il mondo della scuola: “A ogni inaugurazione di anno scolastico si registrano polemiche sulle inefficienze del sistema, sull’inadeguatezza degli edifici, sulle difficoltà di assegnare le cattedre, e così via” sottolinea Mattarella, che pone l’accento sul fatto che “l’educazione è un fattore centrale e decisivo nello sviluppo di un Paese, è la radice del futuro nazionale ed è inevitabile e, insieme, opportuno che la scuola sia al centro di un dibattito vivace e intenso. E’ giusto, anzi è doveroso, denunciare carenze, limiti, problemi, che riguardano così da vicino la condizione e il futuro dei nostri ragazzi- sottolinea- E’ necessario sollecitare attenzione, rivendicare diritti, chiedere sicurezza e speranza”.

di Nicola Mente, giornalista professionista

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