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Tg Ambiente, edizione del 29 novembre 2022

Si parla di Ischia e abusivismo; di giaguari a rischio; dell’operazione 'Pettirosso'; dell’Italia leader nel riciclo

Pubblicato:29-11-2022 17:35
Ultimo aggiornamento:29-11-2022 17:35

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ISCHIA, ITALIA TERRA SEMPRE PIÙ FRAGILE E ‘ABUSIVA’

La tragedia di Ischia ricorda che l’Italia è sempre più fragile, con il rischio idrogeologico che cresce a causa dell’abusivismo. Mentre le costruzioni in aree vietate non vengono demolite accelerano gli eventi climatici estremi, che nei primi dieci mesi del 2022 fanno segnare un +27% rispetto all’anno precedente toccando quota 254. Nel 2021 aumenta la superficie nazionale potenzialmente soggetta a frane e alluvioni: l’incremento sfiora rispettivamente il 4% e il 19% rispetto al 2017, avverte Ispra. Quasi il 94% dei comuni italiani è a rischio dissesto e soggetto ad erosione costiera e oltre 8 milioni di persone abitano nelle aree ad alta pericolosità. Zone nelle quali non si può edificare ma dove con sprezzo del pericolo – e del buonsenso – si costruiscono edifici abusivi sperando nell’ennesimo condono. Purtroppo in alcune aree del paese il fenomeno è più marcato e Legambiente, indagando sulle mancate demolizioni nei comuni italiani, segnala una Penisola spaccata in due. Sulla base dei dati relativi a 1.819 comuni su 7.909, dal 2004, anno dell’ultimo condono, al 2020 è stato abbattuto solo il 32,9% degli immobili colpiti da un provvedimento amministrativo, un dato “trainato” dall’attività degli enti locali delle regioni del Centro Nord. Male, invece, il Sud che, a parte la Basilicata con un 26% delle ordinanze di demolizioni eseguite, vede la Puglia piazzarsi in fondo alla classifica con un misero 4%, preceduta dalla Calabria con l’11,2% e dalla Campania con il 19,6%.

IN AMAZZONIA INFURIA LA DEFORESTAZIONE, A RISCHIO IL GIAGUARO

In Amazzonia la deforestazione sta raggiungendo il punto di non ritorno: il 18% della foresta amazzonica è stato completamente perso e un ulteriore 17% è degradato, e il giaguaro rischia l’estinzione. Lancia l’allarme il WWF, nella ‘Giornata mondiale del giaguaro’. Secondo il ‘Living Amazon Report’ dell’associazione la continua perdita della foresta amazzonica avrà ripercussioni sul sostentamento di circa 47 milioni di persone, metterebbe a repentaglio la sicurezza alimentare e renderebbe impossibile mantenere il riscaldamento del pianeta al di sotto di 1,5 gradi. Stiamo parlando di 6,7 milioni di km2 che comprendono  il più grande complesso di foreste e fiumi del mondo, ospitando circa il 10% della biodiversità mondiale. È urgente quindi uno sforzo globale per proteggere l’80% della foresta e renderla ecologicamente sana. Il più grande felino delle Americhe nonché una delle specie più emblematiche dell’Amazzonia, il giaguaro, ha bisogno di grandi aree di territorio per soddisfare i suoi bisogni essenziali e la distruzione dell’habitat è una delle principali minacce alla sua sopravvivenza. Il giaguaro ha però visto ridursi negli ultimi anni il suo areale di più del 50%. Ma questa è solo la punta dell’iceberg: a minacciare la sopravvivenza di questo straordinario felino, presente in 18 Paesi tra America centrale e settentrionale, è anche la persecuzione diretta da parte dell’uomo.

OPERAZIONE ‘PETTIROSSO 2022’, 1 ARRESTO E 141 DENUNCE

Oltre 3mila uccelli selvatici sequestrati, di cui quasi la metà ancora vivi e affidati a centri specializzati per il recupero, e per l’altra metà già morti e pronti per il consumo. Un bracconiere arrestato e 141 persone denunciate per reati contro gli uccelli selvatici. Oltre 1.700 le “trappole di morte” sequestrate, tra archetti e trappole metalliche “Sep”, che causano gravi sofferenze alla fauna. lasciata viva e agonizzante per ore. Sequestrate anche 175 reti per l’uccellagione, pari a oltre un chilometro e mezzo di lunghezza e 40 richiami acustici. Sono alcuni dei dati che emergono dal bilancio dell’operazione antibracconaggio ‘Pettirosso 2022’ dei Carabinieri forestali operazione coordinata dal Reparto operativo del Soarda-Sezione Operativa Antibracconaggio e Reati in Danno agli Animali, del Raggruppamento Carabinieri Cites con i Gruppi Carabinieri forestali di Brescia, Bergamo e Mantova, e che ha visto anche il grande contributo dei volontari della Lipu. Numeri che confermano l’area delle Prealpi lombardo-venete come uno dei più impegnativi “black spot” individuati dal Piano d’azione nazionale per il contrasto agli illeciti contro gli uccelli selvatici.

RIFIUTI, TASSO RICICLO 83,2% ITALIA LEADER IN EUROPA

L’Italia si colloca al primo posto a livello europeo per tasso di avvio al riciclo dei rifiuti, sia urbani che speciali, rispetto al totale gestito. Il dato italiano, pari all’83,2% (riferito al 2020, ultimi dati disponibili), è decisamente superiore non soltanto alla media UE (39,2%), ma anche rispetto ai maggiori Paesi dell’Unione: Spagna (60,5%), Francia (54,4%) e Germania (44%). Così lo studio annuale ‘L’Italia che Ricicla’, di Assoambiente, l’associazione che rappresenta le imprese che operano nel settore dell’igiene urbana, riciclo, recupero, economia circolare e smaltimento di rifiuti, nonché bonifiche. Guardando al tasso di circolarità dei materiali, che misura la quota di materiale riciclato e reimmesso nell’economia nell’uso complessivo dei materiali, l’Italia, con il 21,6%, si colloca poco sotto il primato della Francia (22,2%) e comunque sopra la Germania (13,4%) e la Spagna (11,2%) e, più in generale al di sopra della media UE (12,8%). Un trend in decisa crescita, se si tiene conto che tale indicatore si attestava al 12,6% solo 9 anni fa. Un primato che si conferma anche con riferimento al tasso di utilizzo di metalli provenienti dal riciclo, che denota il contributo offerto dai metalli riciclati al soddisfacimento della domanda complessiva: qui l’Italia costituisce addirittura il benchmark di riferimento tra i principali Stati europei con un 47,2%, con Francia (39,3%), Germania (27,3%) e Spagna (18,5%) decisamente più indietro.

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