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Coldiretti: “Bombe d’acqua su siccità, sale il conto dei danni”

1.600 eventi estremi nel 2021, il 33% in più dello scorso anno
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ROMA – L’arrivo del maltempo con temporali e bombe d’’acqua fa salire il conto dei danni nelle campagne in un territorio duramente provato dalla siccità con fiumi e laghi ben al di sotto della media e terreni secchi. Così la Coldiretti in riferimento agli effetti della prima perturbazione violenta dell’autunno che ha colpito in nord Italia dove la vendemmia in pieno svolgimento mentre nel mezzogiorno il clima resta praticamente estivo.

“La pioggia- sottolinea la Coldiretti- per combattere la siccità ed essere di sollievo alle campagne deve durare a lungo, cadere in maniera costante e non troppo intensa, mentre i forti temporali, soprattutto con precipitazioni violente provocano danni poiché i terreni non riescono ad assorbire l’acqua che cade violentemente e tende ad allontanarsi per scorrimento provocando frane e smottamenti. Con quasi 1.600 eventi estremi il 2021 fa registrare in Italia un aumento del 33% per grandinate, bombe d’acqua, bufere di vento e tempeste di vento alternate a ondate di calore che hanno devastato le campagne e le città da nord a sud della Penisola”, secondo l’analisi di Coldiretti su dati European Severe Weather Database- Eswd.

I cambiamenti climatici con le precipitazioni sempre più intense e frequenti con vere e proprie bombe d’acqua “si abbattono infatti su un territorio reso più fragile dalla cementificazione e dall’abbandono con il risultato che sono saliti a 7252 i comuni italiani, ovvero il 91,3% del totale, che sono a rischio frane e/o alluvioni ma la percentuale sale al 100% in Liguria”, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Ispra.

“Siamo di fronte- sottolinea la Coldiretti- alle conseguenze dei cambiamenti climatici anche in Italia dove l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma, con una tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con grandine di maggiori dimensioni, una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, che compromettono anche le coltivazioni nei campi con costi per oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne”.
Per affrontare i danni dei cambiamenti climatici “servono interventi strutturali e strumenti di gestione del rischio sempre più avanzati, efficaci e con meno burocrazia, ma soprattutto un impegno per frenare i cambiamenti climatici”, raccomanda infine l’associazione agricola.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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