‘Alla faccia di Salvini’, dice Di Maio… e ora il leader della Lega rischia

L'editoriale di Nico Perrone, direttore dell'Agenzia di stampa Dire, per Direoggi | Edizione del 25 settembre
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ROMA – Un momento brutto, pesante per Capitan Salvini. I sondaggi delle ultime ore, per la prima volta, vedono i consensi della Lega scendere sotto il 30%. Che sta succedendo? Lo si è visto già in passato.

Un forza politica può galvanizzare e aizzare i suoi simpatizzanti ma la cosa non può durare a lungo. Prima o poi bisogna che tutto quel sommovimento trovi una valvola di sfogo. Normalmente è il voto, ma se questo si sposta nel tempo allora la cosa si affloscia.

Salvini si sta giocando la sua poltrona di leader, continua a martellare i borghi dell’Umbria, la piccola regione dove si vota a fine ottobre. Deve vincere, deve strapparla ai ‘rossi’, dimostrare che la sua forza è intatta. Ma l’alleanza M5S-Pd che regge il Governo Conte 2 in Umbria ha trovato un nome che può dar filo da torcere alla candidata leghista.

Da parte del Carroccio si punta a colpire l’avvesario definendolo uno che nel passato aveva espresso preferenze per il centrodestra. Forse sta proprio qui la sua forza: se Vincenzo Bianconi riuscirà a portare dalla sua parte un pezzo dei moderati che non vogliono finire leghisti, per Salvini saranno dolori.

Anche a livello nazionale per lui si preparano tempi non facili. Il suo fido senatore Calderoli sta cercando, regolamenti parlamentari alla mano, di intralciare i lavori della maggioranza di Governo. Altri stanno provando con oro, incenso, mirra e qualche preghiera di convincere deputati e senatori ‘grillini’ a passare con la Lega.

Ma Zingaretti e Di Maio rilanciano e fanno saltare i nervi ai ‘lumbard’ annunciando che il 7 ottobre ci sarà la votazione per tagliare il numero dei parlamentari «alla faccia» di Salvini dice sferzante Di Maio, che sottolinea: «Dicono che questo Governo è nato per mantenere le poltrone e invece questo Governo ne taglia 345 per sempre alla faccia di chi ha fatto cadere il Governo». Ma il capogruppo Dem, Graziano Delrio, lo avvisa: «Siamo stati di parola, ora ci aspettiamo lo stesso su garanzie e riforma elettorale».

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25 Settembre 2019
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