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“Francesca alle 9.30 era viva”: cosa ha detto il datore di lavoro sulla morte dell’estetista di Roma

L'uomo che era con Francesca Russo è il suo datore di lavoro, titolare di alcuni centro estetici di Roma: ha detto agli inquirenti di essersi accorta che la 26enne era morta solo all'ora di pranzo

Pubblicato:23-05-2024 14:39
Ultimo aggiornamento:23-05-2024 22:53

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BOLOGNA – “Alle 9.30 era viva, dovevamo andare al mare, l’ho lasciato dormire“. Sono queste le spiegazioni date agli inquirenti dall’uomo che era con Francesca Russo quando è morta. Si tratta di un uomo di 39 anni, titolare del centro estetico nella zona Prati di Roma per cui Francesca lavorava, e che aveva con la ragazza una relazione da qualche settimana. La ragazza quando è morta si trovava a casa sua, una villetta trifamiliare in via Alessandro Guidoni a Ciampino, alle porte di Roma, e dormiva sul divano. I due erano rincasati molto tardi (alle 4.30) da una serata passata in giro per locali a Roma, tra cui il Jackie O’ di via Veneto. A raccontare cosa l’uomo ha detto agli inquirenti è il Corriere della sera.

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IL CONTROLLO IN STRADA ALLE 4 DI NOTTE

L’autopsia sul corpo dell’estetista di 26 anni ha chiarito che la ragazza è morta per un’emorragia gastrica. Potrebbe essere forse legata ai farmaci anticoagulanti che stava assumendo da un paio di settimane per via di un intervento al setto nasale a cui si era sottoposta. Il 39enne ha detto agli inquirenti che non era stato informato, in un primo momento, dell’intervento, e di aver saputo solo in un secondo momento dell’operazione e dei medicinali. Nella serata trascorsa, insieme, però Francesca non avrebbe bevuto molto. Infatti, nel viaggio di ritorno a casa, la macchina (una Lamborghini rossa di proprietà dell’uomo) la stava guidando lei proprio perchè lui invece aveva bevuto qualcosa in più di lei. I due, ha raccontato l’uomo, sono stati fermati dai Carabinieri per un controllo intorno alle 4. Poi, dopo il controllo dei documenti, sono ripartiti. Gli esami confermano che la ragazza non avrebbe assunto alcol in quantità elevata o droghe. Devono ancora arrivare, però, i risultati dell’esame tossicologico.


ALL’ORA DI PRANZO L’UOMO SI È RESO CONTO CHE ERA FRANCESCA ERA MORTA

Il 39enne ha detto di essersi accorto che la ragazza non respirava più solo intorno all’ora di pranzo, prima credeva dormisse. E di aver chiamato subito i soccorsi. La famiglia della giovane vuole vederci chiaro e chiede di capire se davvero lui abbia fatto tutto il possibile, senza perdere tempo per chiamare i soccorsi. La mamma, disperata, si è chiesta cosa sia successo in quella casa e se la figlia non sia stata “lasciata morire”. Stando a quanto scrive il Corriere, il 39enne sarebbe molto provato dall’accaduto.

I DUBBI DA CHIARIRE

Restano alcuni dubbi da chiarire: perchè la ragazza ha dormito sul divano se i due stavano insieme? Il divano si trova al piano terra, la camera da letto al primo piano. La donna che vive nell’appartamento sopra la casa in cui Francesca è morta ha detto in un’intervista all’agenzia Dire di aver sentito un lieve lamento, a notte fonda, provenire dall’appartamento. Ha detto di aver pensato che facessero sesso. Non si ricorda però che ora fosse, era ancora buio. Ma se ha sentito lei come è possibile che non abbia sentito lui? L’inchiesta della Procura di Velletri al momento è senza indagati. Le indagini sono affidate ai Carabinieri di Castel Gandolfo.

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