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Voto per l’Europa, la posta in gioco sono i diritti delle donne

ROMA – ‘Cosa c’è in gioco nell’imminente appuntamento delle europee?’. E’ questo il cuore dell’approfondimento DireDonne che si è tenuto oggi all’agenzia Dire, condotto dalla giornalista Sandra Zampa con la capolista del Movimento5S Daniela Rondinelli, con la filosofa Francesca Izzo e con Maria Pia Di Nonno, studiosa delle Madri Fondatrici dell’Europa.

E’ proprio la giovane ricercatrice, “figlia dell’Europa” come la definisce Sandra Zampa, a spiegare il lavoro “ombra” che le donne hanno portato avanti per l’Europa, “al quale non fu data voce”. E invece “già dal 1948 le donne sono state protagoniste di una rete di solidarietà”. Poche le figure alla guida delle istituzioni.

“Nel 1979 e’ Simone Veil la prima presidente del Parlamento europeo e dopo 20 anni Nicole Fontaine”. Sono proprio questi lunghi venti anni a focalizzare l’approfondimento dedicato al voto europeo su un appello: “Che le donne votino le donne secondo il sistema delle preferenze” ribadisce Sandra Zampa, nel corso della tavola rotonda.

Un modello femminile che riesca ad affermarsi è anche un modo per costruire un’Europa diversa. Lo ribadisce piu’ volte Daniela Rondinelli, candidata 5 stelle che viene dalla società civile e da una lunga esperienza nel sindacato.

“Nonostante gli ultimi sforzi della Commissione sul pilastro sociale, l’Europa ha fatto poco di effettivo. La contrazione dei diritti sociali” è la priorità e “in queste settimane di campagna elettorale- racconta Rondinelli- ho incontrato tante donne in difficoltà, pensionate povere o mamme di figlie molto istruite che sanno che le vedranno costrette ad andare all’estero per realizzare i loro sogni. Per queste situazioni di difficoltà il Movimento cinque stella pensa di destinare alle famiglie il milione che non sarà speso per il reddito di cittadinanza”.

La contrazione dei diritti sociali, secondo Rondinelli, sul fronte dei diritti delle donne ha ricadute pesanti “nella conciliazione” tra lavoro di cura e lavoro. Ed è su questo tema che la filosofa e docente Francesca Izzo lancia la sfida: “La conciliazione è importante, ma non basta. Serve la condivisione del lavoro di cura altrimenti la conciliazione ce la fanno pagare”. Come? “Costringendo le donne a essere come gli uomini o non essere, a dover scegliere se affermarsi nel lavoro o essere madri- ad esempio- e la vera sfida invece è che le donne possano affermarsi in modo completo ridisegnando i rapporti tra uomini e donne”.

Per questo “votare le donne- secondo Izzo- è importante, ma non basta ed è necessario fare rete” proprio come seppero fare le Madri dell’Europa. La maternità spesso incoraggiata a parole nella vita politica secondo la filosofa è trattata come “un tema solo propagandistico e solo privato, mentre tocca la dimensione pubblica. In termini politici effettivi- afferma senza mezzi termini- la politica disprezza la maternità”. Ma secondo Izzo c’è un lavoro di difesa da fare per “arginare le destre che minacciano i diritti delle donne e questa difesa dell’Europa e della sua storia- e dei diritti delle donne- riqualificherà anche l’Europa nel mondo”.

“Ursula Hirschmann, moglie di Altiero Spinelli, Ada Rossi, Louise Weiss” sono i nomi delle Madri dell’Europa che Maria Pia Di Nonno ricorda insieme a una nota di nostalgia “per quel fermento del 1979” che secondo la giovane studiosa “e’ lo stesso che si sente oggi”. Perché “le crisi scuotono gli animi”.

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23 Maggio 2019
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