Bruxelles, identificati i due kamikaze

Secondo fonti di polizia si tratterebbe dei fratelli El-Bakraoui: uno dei due aveva affittato l'appartamento-base per le stragi di Parigi
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Foto © DR - Interpol
Foto © DR – Interpol

ROMA  – La radio belga Rtbf ha appena annunciato in esclusiva la presunta identita’ dei due kamikaze che ieri hanno compiuto l’attentato di Bruxelles (LEGGI QUI), che e’ stato gia’ rivendicato dallo Stato islamico. Secondo le fonti di polizia raggiunte dalla Rtbf si tratterebbe dei fratelli El-Bakraoui: Brahim e’ l’uomo che si e’ fatto esplodere all’interno dell’aeroporto di Zaventem, in cui sono morte una decina di persone e sono rimaste ferite almeno un centinaio. Il fratello Khalid invece e’ il kamikaze che ha agito nella metropolitana – all’altezza della fermata di Maelbeek – che ha causato oltre venti morti e altri cento feriti.

I fratelli El-Bakraoui erano inoltre nomi noti alla polizia belga per altri atti criminosi, che fino ad oggi pero’ nulla avevano a che fare con attivita’ terroristiche. Tuttavia gli investigatori hanno scoperto – sempre secondo quanto riportato da Rtbf – che Khalid aveva affittato sotto falso nome l’appartamento di rue Dries a’ Forest, dove lo scorso 15 marzo ha avuto luogo una sparatoria della polizia nell’ambito di una perquisizione legata alle indagini sul triplice attentato di Parigi del 13 novembre scorso.

Gli inquirenti – come invece ha rivelato il giornale La derniere heure – hanno scoperto che ancora Khalid e’ l’uomo che ha affittato il nascondiglio da cui sono stati coordinati gli stessi attentati nella Capitale francese: questi elementi confermano definitivamente l’appartenenza dei fratelli El-Bakraoui alla cellula terrorista degli attacchi di Parigi e alla ‘fuga’ di Salah Abdeslam. Quest’ultimo, arrestato venerdi’ scorso, ha certamente goduto di una rete di complici molto estesa che gli hanno permesso di sfuggire alla polizia per oltre quattro mesi. L’appartenenza a questa rete dei fratelli El-Bakraoui conferma inoltre che gli attentati di ieri sono una possibile reazione seguita all’arresto del ‘ricercato numero uno’ delle stragi di Parigi.

di Alessandra Fabbretti

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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