Embraco, sindacati: “Curatore chieda Cig, 3 giorni ai licenziamenti”

I lavoratori Embraco, guidati dai sindacati Fiom-Fim-Uilm-Uglm, manifestano sotto la sede che ospita gli uffici del curatore fallimentare dell'azienda
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TORINO – “Ci saremmo aspettati che il curatore ci incontrasse. Non è così, ma la cosa fondamentale è che faccia partire la richiesta di proroga della cassa integrazione perché siamo a pochi giorni dalla scadenza della proroga di licenziamento collettivo. Il governo ha detto che la deve chiedere il curatore: sarebbe folle se non lo facesse“. Così Ugo Bolognesi, sindacalista Fiom Torino, in mezzo ai lavoratori Embraco guidati dai sindacati Fiom-Fim-Uilm-Uglm, che oggi manifestavano sotto la sede che ospita gli uffici del curatore fallimentare dell’azienda, Maurizio Gilli, che però non era presente. E’ lui che deve fare richiesta formale della cassa integrazione per Covid, ma secondo quanto risulta alle sigle ancora non l’ha fatto. E’ questa l’ultima chance dei lavoratori Embraco per evitare i licenziamenti, che in caso di mancata richiesta di Cig scatteranno il 25 aprile, domenica.

“Il progetto Italcomp è rimasto al palo per alcuni mesi, nel cambio di governo il Mise è rimasto troppo fermo. Adesso sembra che sia ripartito, l’altro ieri siamo stati a Roma, domani avremo un incontro in videoconferenza”. La speranza dei sindacati resta quella di “tornare a lavorare” grazie alla nascita di un polo italiano dei compressori, “ma serve tempo. Per questo servono gli ammortizzatori sociali e la cassa integrazione“, salvando le maestranze, dice infine Bolognesi, perché nasca Italcomp domani.

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