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La Regione Lazio revoca la Convenzione a Lucha y Siesta, le attiviste: “Pretendiamo un incontro”

Ieri la Giunta regionale ha votato la delibera che dispone lo svuotamento della Casa delle donne, il ricollocamento dei nuclei accolti, la ristrutturazione e la messa a bando

Pubblicato:18-10-2023 17:05
Ultimo aggiornamento:18-10-2023 17:05
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lucha y siesta
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ROMA – “Ieri, 17 ottobre, la Giunta regionale ha votato la delibera che dispone lo svuotamento della Casa delle donne Lucha y Siesta, il ricollocamento dei nuclei accolti, la ristrutturazione e la messa a bando. Un programma che poco ha a che fare quindi con la politica di contrasto alla violenza di genere, anzi, che si colloca dalla parte di chi la violenza la agisce. Le dichiarazioni dell’amministrazione Rocca denotano, infatti, una scarsa conoscenza – o una sua strumentale omissione – del processo virtuoso portato avanti negli ultimi 4 anni da una comunità larga e trasversale che ha riconosciuto e difende l’esperienza di Lucha y Siesta, non come problema, ma come Bene Comune. Questo ci preoccupa, ma non sorprende purtroppo, perché prodotto di una miopia politica incapace di leggere la complessità dei dati che vengono pubblicati a ridosso di ogni sacrosanto 25 novembre”. Così in una nota le attiviste della Casa delle donne Lucha y Siesta.

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“La ricetta è sempre la stessa: anziché valorizzare e sostenere le associazioni che sensibilizzano e lavorano a contrasto della cultura dello stupro e della violenza, ancora si rimproverano le associazioni stesse di non aver trovato la soluzione adeguata, dentro a regole strette e limitate, che hanno visto spiragli di azione, solo grazie ai 70 anni di lotte femministe e transfemminste. Il che fa specchio con quanto apprendiamo dalle persone che si rivolgono ai Centri Antiviolenza o che leggiamo sui giornali di cronaca in merito al fenomeno della vittimizzazione secondaria: l’obiettivo è sempre spostare l’attenzione non sulle cause del fenomeno in sé ma su di chi lo subisce, perché altrimenti sarebbe nuovamente palese la complicità data dall’inadempienza delle Istituzioni nel prevenire il fenomeno stesso. Forse è il caso di ribaltare la narrazione ancora una volta, e capire come mai da 15 anni in una città come Roma esiste una Casa delle donne che svolge un ruolo che dovrebbero avere altri enti pubblici. Come mai nonostante la Convenzione di Istanbul sia stata ratificata anni fa, ancora la Capitale del Paese è così carente di posti letto per persone che devono fuggire da situazioni di violenza. Come è possibile che a pagarne il prezzo siano ancora una volta le donne e le reti che le sostengono”, prosegue il comunicato.


“L’associazione Casa delle donne Lucha y Siesta non è nell’illegalità tanto che si è fatta portavoce di questa ampia comunità dalla pubblicazione della Convenzione, favorendo e facilitando il percorso Istituzionale con la Regione Lazio. A dimostrazione, ci preme anche ricordare che proprio la giunta Rocca ha recentemente richiesto il pagamento delle utenze in base alla Convenzione pubblicata a cui l’Associazione ha ottemperato. La revoca della Convenzione e le conseguenti dichiarazioni della giunta Rocca giungono dopo mesi di silenzio assordante alle richieste d’incontro mosse da tutta la rete antiviolenza regionale. Al contrario tante voci si sono alzate in difesa di un’esperienza preziosa che non può essere ridotta a mero servizio da mettere a bando. La storia della Casa delle donne Lucha y Siesta sembra ripetersi con attacchi violenti e ciechi che non ne riconoscono il valore irrinunciabile in una società civile e democratica. Anche questa volta rifiutiamo il ruolo di vittime e rilanciamo insieme a tutta la meravigliosa comunità che anima e sostiene l’esperienza di Lucha y Siesta: pretendiamo un incontro con l’istituzione regionale perché siamo la rete competente che porta avanti il contrasto alla violenza in questa Regione, perché non delegheremo a slogan vuoti e a politiche assistenzialistiche l’autodeterminazione di chi ha la forza di uscire dalla violenza, perché siamo corpo collettivo resistente, perché siamo tutt3 Lucha y Siesta”, conclude la nota.

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