23 maggio, anche Mattarella a Palermo per ricordare Falcone

giovanni falcone
Le iniziative organizzate dalla Fondazione
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PALERMO – ‘Di cosa siamo Capaci’. Questo il titolo scelto dalla Fondazione Falcone per la giornata del 23 maggio, in cui sarà ricordata la strage di Capaci quando persero la vita Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti di scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani. “Una frase semplice, immediata che punta a valorizzare storie positive, esempi di coraggio e altruismo in momenti bui del Paese, testimonianze di resilienza non necessariamente collegate alle mafie – dicono dalla Fondazione -. Vogliamo insomma narrare di cosa siamo Capaci come cittadini, come singoli individui, come comunità”. Non ci sarà il tradizionale appuntamento con la Nave della Legalità, che la mattina di ogni 23 maggio attraccava al porto di Palermo con il suo carico di studenti accolti dalle delegazioni delle scuole di Palermo e di tutta la Sicilia.

“Questo momento d’incontro ha sempre segnato l’inizio delle celebrazioni, e anche per questa edizione, in un clima estremamente diverso che ci porta a essere distanti ma sempre uniti nel ricordo, dalla banchina del porto di Palermo comincerà la giornata – dicono dalla Fondazione –. Là dove attraccava la Nave della Legalità, infatti, un’orchestra di studenti dell’Istituto Regina Margherita di Palermo si esibirà alla presenza del ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi e della presidente della Fondazione Falcone, Maria Falcone, eseguendo l’inno d’Italia e dando il simbolico avvio alle celebrazioni”.

A seguire cerimonia istituzionale solenne per l’anniversario delle stragi di Capaci e via D’Amelio, in ricordo di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Francesca Morvillo, e delle donne e degli uomini delle loro scorte: Rocco Dicillo, Vito Schifani, Antonio Montinaro, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Agostino Catalano. Nell’aula bunker del carcere Ucciardone, dopo i saluti di Maria Falcone, si alterneranno gli interventi istituzionali della ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, della ministra della Giustizia Marta Cartabia, della ministra per il Sud e la coesione territoriale Mara Carfagna, del capo della polizia Lamberto Giannini, del Comandate generale del carabinieri Teo Luzi, del Comandante generale della guardia di finanza Giuseppe Zafarana e del ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Nel corso della cerimonia verranno premiati gli studenti e le studentesse vincitori del concorso ‘Cittadini di un’Europa libera dalle mafie’, promosso dalla Fondazione Falcone e dal ministero dell’Istruzione. Il dicastero di viale Trastevere e la Fondazione Falcone indicono ogni anno un concorso di idee per favorire l’approfondimento degli studenti di argomenti attinenti la legalità.

“In un’epoca in cui le organizzazioni criminali sono riuscite ad infiltrarsi nella società, nelle istituzioni e nell’economia di tutti gli Stati europei, il concorso intende favorire una riflessione sull’impegno, sulla capacità e sulla lungimiranza degli uomini e delle donne che con il loro sacrificio hanno esteso lo sguardo oltre il confine nazionale, immaginando strumenti e modalità per contrastare un sistema mafioso ramificato anche all’estero – spiega la nota della Fondazione -. Il titolo scelto fa riferimento sia all’impegno del singolo, che oltre a essere cittadino del proprio Paese è cittadino europeo, sia a quello delle istituzioni dell’Ue che devono dotarsi di strumenti uniformi e idonei per combattere la battaglia contro una criminalità organizzata che non ha più confini”.

Una commissione nazionale, designata dal ministero dell’Istruzione e dalla Fondazione Falcone, effettua la valutazione finale degli elaborati pervenuti che saranno premiati in Aula Bunker. L’iniziativa sarà trasmessa in diretta su Rai1 e sulla pagina Facebook della Fondazione Falcone. Piazza Magione, luogo storico nel quartiere Kalsa, dove sono cresciuti Falcone e Borsellino, che nelle scorse edizioni era lo scenario di una grande festa della memoria per gli studenti grazie ai laboratori organizzati dalle forze dell’ordine e dalle associazioni che operano nel campo della legalità, quest’anno ospiterà le due gigantografie dei magistrati. Altro luogo della memoria sarà il giardino ‘Quarto Savona Quindici’, che prende il nome dall’auto della scorta di Falcone saltata in aria nell’esplosione di Capaci. Gli studenti degli istituti superiori palermitani Enrico Medi, Vittorio Emanuele II, Regina Margherita, Majorana e del Liceo Scientifico Ernesto Basile si sfideranno in un rap contest. Il progetto è stato organizzato dall’associazione Quarto Savona Quindici, grazie alla guida musicale di Luca Caiazzo, in arte Lucariello, rapper napoletano che insieme con gli studenti ha realizzato un brano rap in ricordo degli eroi caduti nella strage di Capaci.

Le attività continueranno sino alle 17:58 quando, in collaborazione con le Fiamme Oro, il campione Stefano Ghisolfi effettuerà l’arrampicata alla ‘Casina No Mafia’, dove ad attenderlo ci saranno i bambini delle Fiamme Oro che ‘innalzeranno’ le foto degli agenti di scorta. Sotto l’Albero Falcone, in via Notarbartolo, si terrà il momento conclusivo delle celebrazioni. Anche questo appuntamento si svolgerà nel rispetto delle norme anti-Covid, quindi nell’assoluto divieto di assembramenti. Alle 17:58 verrà eseguito il Silenzio in onore delle vittime da parte della Polizia di Stato e verranno letti i nomi delle vittime delle stragi di Capaci e di Via d’Amelio. L’evento sarà seguito da dirette social sulle pagine Facebook e Instagram della Fondazione. Alle 19 prevista una messa in sufragio, officiata da padre Sergio Catalano nella chiesa di San Domenico.

L’edizione 2021 del 23 maggio, inoltre, sarà caratterizzata da una forte presenza social e da due campagne lanciate sulle pagine Facebook e Instagram della Fondazione Falcone. Con gli hashtag #dicosasiamoCapaci, #23maggio e #PalermoChiamaItalia i social diventano il palcoscenico in cui vengono rappresentate le ‘storie di ordinario bene’, i gesti Capaci ‘che sono al centro della nostra narrazione di questo 23 maggio’. Il 23 aprile sulla pagina Facebook della Fondazione Falcone è stato pubblicato un video che è un invito al popolo dei social a inviare un breve racconto di un gesto di coraggio, altruismo, solidarietà inclusione compiuto: un modo per coinvolgere più persone rendendole protagoniste di una narrazione che vuole valorizzare il contributo che ciascuno, anche senza che gli sia richiesto dal ruolo, può dare alla collettività.

Si intitola #unlenzuolocontrolamafia, inoltre, la campagna pensata allo scopo di invitare i cittadini ad appendere, il 23 maggio un lenzuolo bianco, come accadde dopo le stragi del 1992, per ricordare le vittime della mafia. La campagna è partita l’1 maggio con un video della Fondazione Falcone, con immagini storiche della Rai e altre più recenti, delle manifestazioni dei lenzuoli che si sono susseguite negli anni. La Fondazione Falcone ha chiesto a diversi testimonial di fare loro l’appello: noti influencer, cantanti, attori, intellettuali hanno raccolto l’invito e hanno regalato video-appelli ai cittadini, da pubblicare sulle pagine social della Fondazione, ad appendere i lenzuoli ai balconi. ‘Abbiamo avuto adesioni importanti come Litizzetto, Brignano, Moni Ovadia, Ligabue, Arbore, Frassica, Gabbani, Albano, Maurizio Costanzo, Nino D’Angelo, i Sansoni, Ficarra e Picone e molti altri’, sottolineano dalla Fondazione.

La campagna dei lenzuoli verrà rilanciata anche attraverso i luoghi della bellezza e dell’arte divenuti simbolo del nostro Paese. Venti amministrazioni comunali ed enti culturali appenderanno un lenzuolo, realizzato dal laboratorio di scenografia del teatro Massimo di Palermo, con una illustrazione dei giudici Falcone e Borsellino a cura del designer Carlo Fiore. Tra i luoghi coinvolti: il Colosseo, il Teatro Massimo, i Comuni di Venezia, Firenze, Bergamo, Norcia, Ragusa, Bari, Bologna, Napoli, Perugia, Ancona, Trieste. All’iniziativa, a cui ha aderito il Parco Archeologico del Colosseo, ha dato un fondamentale contributo il Comando Generale dei carabinieri.

La Fondazione Falcone e il ministero dell’Istruzione, inoltre, hanno dato vita a un progetto di memoria e di riappropriazione degli spazi urbani attraverso l’arte che partirà da luoghi significativi per la storia di Palermo e si concluderà il 23 maggio del 2022, anno del 30esimo anniversario della strage di Capaci. “Sarà un cammino di un anno, lungo tutto il Paese, con l’obiettivo di ricucire i legami con luoghi simbolo e coltivare le memorie”, si legge nella nota della Fondazione. L’inaugurazione del progetto si svolgerà alla presenza di Mattarella, a margine delle celebrazioni solenni organizzate nel giorno del 29esimo anniversario della strage, nel rispetto delle normative anti Covid, quindi senza pubblico, e avrà come scenario uno dei luoghi simbolo della lotta alla mafia, l’Aula Bunker dell’Ucciardone che ospita una colossale installazione di Velasco Vitali dal titolo ‘Branco’: 54 cani a grandezza naturale in ferro, lamiere e cemento. Il branco rappresenta la fame di potere criminale e l’abuso della mafia sulla società ma anche la reazione, la lotta civile, la trasformazione in sentinelle a guardia della verità. Un cane tutto d’oro ‘veglierà’ il caveau dove è custodita l’istruttoria del primo storico maxiprocesso contro Cosa nostra.

Al progetto, a cui hanno già aderito la Soprintendenza per i Beni Culturali di Palermo, il Teatro Massimo di Palermo, il Museo Archeologico Regionale Salinas, Il Colosseo a Roma e che ha ricevuto il plauso del Comando Generale dell’Arma dei carabinieri, si compone di più opere. ‘La porta dei Giganti’ di Andrea Buglisi, due enormi ritratti su parete, uno di Giovanni Falcone realizzato sulla facciata di un palazzo di 11 piani in via Duca Della Verdura e l’altro di Paolo Borsellino che sarà realizzato in estate su un altro edificio in via Sampolo, entrambi a pochi metri dall’Aula Bunker del carcere Ucciardone. Sotto l’Albero Falcone, emblema di una comunità che è stata capace di risvegliarsi dal sonno della sottomissione a Cosa nostra dando inizio a una nuova stagione di responsabilità civile, sarà stata collocata la statua ‘L’attesa’, realizzata dall’artista trentino Peter Demetz: una giovane donna che rappresenta l’attesa di una città per la giustizia e, oniricamente, il ritorno a casa di Giovanni Falcone e sua moglie Francesca Morvillo.A Brancaccio, periferia per anni feudo dei clan, l’arte si riprende piazza Beato Padre Pino Puglisi (ex piazza Anita Garibaldi). Là dove sorge la casa museo dedicata a don Pino Puglisi, Igor Scalisi Palminteri ha realizzato un monumentale polittico urbano dal titolo ‘Roveto Ardente’, ritraendo il sacerdote ucciso dalla mafia, il fiammifero che spegnendosi ha appiccato il fuoco eterno della vampa del coraggio, quel roveto ardente appunto che è profondamente presente nella cultura delle religioni del Mediterraneo: “cultura e bello dove don Pino, da poco proclamato Beato, combatté la sua battaglia perché i ragazzi riconquistassero la loro libertà dalla mafia”, conclude la Fondazione Falcone.

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