Milano, Salvini incorona Albertini: “Ottimo sindaco per il futuro”

Ma Fratelli d'Italia frena: "Prima vertice con Meloni"
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Di Nicola Mente

MILANO – È Gabriele Albertini la carta giusta che il centrodestra potrebbe schierare nella corsa contro Giuseppe Sala alle comunali di Milano dell’autunno. Il leader leghista Matteo Salvini non si nasconde più e scopre le carte durante la visita al centro vaccinale allestito alla Fabbrica del Vapore. “L’ho sentito più di una volta e abbiamo fatto come si fa al bar ad una certa età… Abbiamo rievocato i bei tempi antichi e abbiamo ricordato quanto Milano sia cambiata grazie alla giunta Albertini e alla Lega”.

Dunque, “nonostante in passato non siano mancati gli scontri tra me e lui, per me è un ottimo sindaco- afferma il leader della Lega- e mi piacerebbe che possa essere anche un ottimo sindaco per il futuro“. I motivi? “Perché molto di quello che è stato inaugurato negli anni successivi è stato ideato, progettato, finanziato e appaltato da Albertini e dalla giunta di centrodestra di cui la Lega fa orgogliosamente parte”.

Ovviamente la scelta, come ammette lo stesso Salvini, deve essere concertata con gli alleati di coalizione, FdI compresa. “Gli ho parlato io ripetutamente e non mi permetto di parlare a nome di altri– precisa il leader del Carroccio- ma i responsabili locali di Fdi ci hanno governato con Albertini, De Corato era suo vicesindaco e Maullu consigliere”. Quindi nessun dialogo per ora con i vertici nazionali di FdI, anche se “ne ho parlato con Berlusconi e con gli attuali consiglieri comunali e penso che Albertini-Sala sia una bella sfida sui progetti”.

Detto ciò, “penso che qualcuno arrivi un po’ stanco a questa sfida perché magari ambiva a qualche megaincarico nazionale che non entro nel merito del perché il PD non gli abbia offerto– incalza Salvini- mentre qualcuno arriva invece con la voglia di ripartire dove ci eravamo fermati”.

Insomma, l’attuale amministrazione al leader leghista proprio non convince, proprio sui fatti. “Io non ricordo in questi 5 anni di Sala un grande progetto, una grande opera lasciata in futuro alla città: gli scali sono fermi, lo stadio è fermo, quello che va avanti è il post expo e Mind”, aggiunge. Dopodiché “sapete che io con Albertini ho litigato non una ma 150 volte, compreso quando mise un veto su mia ricandidatura al Consiglio comunale”, quindi “sicuramente non può essere un uomo accusato di essere al servizio di Salvini e della Lega, e penso che- precisa- possa guidare una squadra che dia lo slancio che questa città ha un po’ perso”.

Ancora nulla di definitivo, però una pole position. “Ho incontrato persone in gambissima che ritengo all’altezza di sfidare Sala: penso a Rasia e ad altri. Sicuramente se qualcuno ha fatto per anni e bene il sindaco di Milano parte da un gradino in più. Se fossi Sala oggi- chiude- sarei più preoccupato rispetto alla scorsa settimana”.

FDI SMORZA ALBERTINI: PRIMA VERTICE CON MELONI

Di Nicolò Rubeis

Sicuramente, come Fdi, abbiamo stima di Gabriele Albertini. Tra i possibili sfidanti di Sala è quello che conosco di più ma non me ne voglia se dico che il candidato non si sceglie a occhio o con una dichiarazione alle agenzie di stampa”. Parlando con la ‘Dire’, il senatore di Fdi Ignazio La Russa smorza gli entusiasmi del leader della Lega Matteo Salvini, che poco fa, durante una visita nel centro vaccinale allestito alla Fabbrica del Vapore, ha di fatto incoronato l’ex primo cittadino di Milano Gabriele Albertini (a Palazzo Marino per due mandati, dal 1997 al 2006, ndr), definendolo un “ottimo sindaco anche per il futuro”.

“Salvini- continua La Russa- ha fatto bene ad aggiungere anche il nome di Albertini alla lista dei pretendenti. Ma ha fatto bene anche a dire che la scelta finale deve essere condivisa con tutti gli altri leader dei partiti del centrodestra. Aspettiamo prima quell’incontro”.

Gli fa eco anche la portavoce sulla Lombardia di Fdi Daniela Santanché, che spegne i piani del leghista e rimanda tutto al vertice con Meloni e Berlusconi: “Non ci sono candidati in pole position– dichiara- perché non mi risulta che ci sia stato un tavolo tra i leader”. Per Santanché, la rosa dei potenziali candidati del centrodestra “è costituita da ottimi profili”, Albertini compreso: “Non ho nulla contro di lui- spiega- ma aspettiamo che i partiti si incontrino”.

Insomma, Fdi vuole essere protagonista anche nella scelta del nome per Milano e sembra poco favorevole alle dichiarazioni preventive del leader del Carroccio. Sicuramente, come chiosa il capogruppo di Fdi a Palazzo Marino Andrea Mascaretti, “Albertini è già stato sindaco e da questo punto di vista parte sicuramente bene”, e sarebbe comunque “un ottimo candidato”. Ma anche lui non si smuove di un centimetro da quella che è la linea del partito, ossia, rimettere tutto nel giudizio di Meloni e nella sua interlocuzione con Berlusconi e Salvini. “Vogliamo che le decisioni nascano in maniera corale”, conclude.

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