Senegal, poeti rap cantano la protesta dei ragazzi di Dakar

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I giovani chiedono libertà, mentre si scontrano Sall e Sonko
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ROMA – Rap di piazza e di lotta in Senegal. Le manifestazioni contro l’arresto del dirigente di opposizione Ousmane Sonko, con disordini, scontri con la polizia e vittime a Dakar e in altre città, hanno come colonna sonora le rime di artisti con coscienza civile e capaci di ottenere milioni di visualizzazioni su Youtube.
Nei filmati, caricati su questa e altre piattaforme social, si vedono barricate, lacrimogeni e manifestanti che urlano la loro voglia di cambiamento. In sovraimpressione, clip dopo clip, compare l’hashtag #FreeSenegal. Accade ad esempio con Dip Doundou Guiss, che in wolof canta il dolore per i ragazzi uccisi dalla polizia e se la prende con Emmanuel Macron, presidente della Francia, ex potenza coloniale accusata di sostenere a Dakar il capo di Stato Macky Sall. Altri artisti di riferimento sono Didier Awadi o Hakill, che ha anticipato l’uscita di un nuovo singolo per denunciare malgoverno e corruzione mentre in piazza sparavano pallottole vere. I nuovi ribelli citano spesso Leopold Sedar Senghor, il poeta presidente dell’indipendenza cantore della “negritude”: è comunque loro la colonna sonora dello scontro tra Sall, al potere dal 2012, e Sonko, l’ultimo degli oppositori incriminati a Dakar dopo Karim Wade e Khalifa Sall.
L’accusa nei suoi confronti è di aver usato violenza nei confronti di una dipendente di un centro massaggi. Un complotto, giura Sonko, 46 anni, ex candidato presidente privato ora dell’immunità parlamentare e libero solo su cauzione. Anche lui, come i rapper, ha velleità anti-francesi. Il suo partito poi ha un nome che è una promessa, soprattutto in tempi di pandemia e crisi sociale: Patriotes du Senegal pour le Travail, l’Ethique et la Fraternite.

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