Terrorismo, dai traffici illeciti si risale a cellule e attentati

Fenomeno internazionale in cui l'Italia "gioca un ruolo strategico centrale", essendo un paese di transito delle merci, ma anche un mercato finale di questi prodotti
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ROMA – “Dopo gli attacchi terroristici in Francia del 2015 è emerso con chiarezza che la cellula degli attentatori fosse collegata alle sigarette di contrabbando, nonché e ai vestiti contraffatti: prodotti che – insieme a dentifricio, creme cosmetiche, preservativi o gelati – restano in secondo piano, sfuggendo più facilmente ai controlli. Ma trovare queste reti, aiuta a smantellare i network criminali e prevenire gli attentati”. Lo ha spiegato Alessandro Minuto Rizzo, presidente del Nato Defence college foundation (Ndfc), intervenuto alla presentazione a Roma alla sede della Società Geografica Italiana del rapporto ‘L’Italia del Contrabbando di sigarette. Le rotte, i punti di transito e i luoghi di consumo’, realizzato dalla Start up Intellegit, l’Università degli Studi di Trento e British American Tobacco Italia.

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Come ha spiegato Giovanni Russo, procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo aggiunto, più in generale i grandi attentati terroristici avvenuti in Europa sono stati finanziati dal contrabbando di droga, rifiuti e esseri umani, ma quello delle sigarette e dei reperti archeologici risulta in forte crescita.

Le organizzazioni criminali “abilmente posizionate e efficacemente strutturate”, creano un fenomeno internazionale in cui l’Italia “gioca un ruolo strategico centrale”, essendo un paese di transito delle merci, ma anche un mercato finale di questi prodotti.

PERCHE’ E’ IMPORTANTE INTERCETTARE I NETWORK

I commerci servono a finanziare non solo gruppi criminali o terroristici “ma anche governi corrotti”, come ha sottolineato Alessandro Minuto Rizzo, secondo cui non va dimenticato il carattere “estremamente interconnesso del mondo di oggi. In Afghanistan, ad esempio, il principale cartello della droga è nigeriano, mentre l’eroina che arriva in Italia è afghana, e transita attraverso la Russia e l’Iran. Le reti coinvolgono attori diversi, le cui attività spesso sono protette da milizie armate”, rendendo più complesso il contrasto.

Intercettare i network però “può condurre direttamente alla cellula terroristica – tra cui anche il noto Gruppo Stato islamico – o addirittura sventare degli attentati“, ha sottolineato il presidente Ndfc. Nel Sahel, una vasta regione desertica nell’Africa centrale, “gruppi jihadisti come Al-Qaeda nel Maghreb e altri si sono diffusi capillarmente soprattutto dopo la caduta di Gheddafi in Libia nel 2011 e hanno creato vaste reti di traffici: instabilità, anarchia e governi non democratici o democratici ma deboli sono generalmente terreno fertile del problema”, ha concluso Minuto Rizzo. Stando al rapporto, le rotte delle sigarette illecite partono dall’Est Europa (con in testa Ucraina e Bielorussia), e dal Nord Africa (Algeria, Egitto, Libia e Tunisia).

di Alessandra Fabbretti, giornalista

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