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Caccia all’uomo nel ferrarese: Igor il russo braccato dalle forze speciali

Le ricerche sono concentrate in particolare nell'area dell'oasi di Marmorta di Molinella, al confine tra le province di Ferrara e Bologna
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ROMA – E’ caccia all’uomo nel ferrarese per catturare Igor Vaglavic, l’uomo che la settimana scorsa ha ucciso il barista della città di Budrio Davide Fabbri e che ieri sera, in un conflitto a fuoco, si è macchiato di un altro grave delitto, uccidendo un volontario guardiapesca, Valerio Verri di Portoverrara, 62 anni. Nel conflitto a fuoco è rimasta ferita anche una guardia provinciale, Marco Ravaglia, di 53 anni. I due avevano fermato Vaglavic per un controllo antibracconaggio casuale nei pressi di Portomaggiore, in provincia di Ferrara.

Polizia e carabinieri hanno braccato Igor il russo per tutta la notte, con il supporto delle unità speciale e di squadre cinofile. Le ricerche sono concentrate in particolare nell’area dell’oasi di Marmorta di Molinella, al confine tra le province di Ferrara e Bologna, un’oasi di una ventina di chilometri che ha anche ampi tratti boschivi nei quali il fuggiasco potrebbe essersi nascosto dopo la fuga. E’ proprio in questa palude che Vaglavic potrebbe avere un covo segreto.

Un uomo feroce, spietato e disperato, un animale ferito e braccato, pronto a tutto. Così in settimana è stato descritto Igor il russo, ex militare di 40 anni, addestrato a combattere in prima linea e con due ordini di espulsione dall’Italia. Ma la Russia non lo vuole, e per ben due volte ha rifiutato il reimpatrio, negandogli la nazionalità. Vive come un fantasma da due anni, nascondendosi nei casolari abbandonati della pianura padana. “Non ha bisogno di armi, è lui stesso un’arma“, ha commentato il suo ex avvocato Stefania Smanio.

di Michele Bollino

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