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‘Leggere la Realta’, all’Unint la presentazione del libro ‘L’Italia Green’

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Scritto da Marco Frittella. L'appuntamento l'8 luglio alle ore 15
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ROMA – Nell’ambito del ciclo di presentazioni ‘Leggere la Realtà’, è stato presentato oggi alle ore 15 presso l‘Università degli Studi Internazionali di Roma il libro di Marco Frittella ‘Italia Green. La mappa delle eccellenze italiane nell’economia verde’. L’autore ne ha discusso con il preside della facoltà di Economia, Alessandro De Nisco. A moderare il curatore del ciclo Andrea Alicandro.

DE NISCO: “GREEN ECONOMY STRAORDINARIA OPPORTUNITA’ PER PAESE

“La crescita della green economy rappresenta una straordinaria opportunità per il nostro Paese, che già da tempo riveste una posizione di leadership in diversi comparti, quali l’industria del riciclo, le energie rinnovabili e l’agricoltura biologica”. Lo dice Alessandro De Nisco, preside della facoltà Economia Unint, alla presentazione del libro di Marco Frittella ‘Italia Green. La mappa delle eccellenze italiane nell’economia verde’. “Nei prossimi anni – aggiunge- la transizione ecologica sarà uno dei principali terreni di sfida della competizione tra Paesi; nella sola Europa il Recovery fund prevede entro il 2027 un investimento complessivo degli Stati membri pari a 400 miliardi di euro. Per questo, la capacità di sviluppare una strategia organica basata su una visione di lungo termine e la creazione di condizioni di contesto in grado di ottimizzare l’allocazione rapida ed efficace delle enormi risorse disponibili sarà l’elemento determinante. Se ben impiegate, queste risorse potranno supportare il consolidamento e il rafforzamento del vantaggio competitivo del nostro Paese in un settore destinato nel giro di pochi anni a diventare il principale pilastro della crescita economica mondiale, oltre che un significativo veicolo di cambiamento della nostra società. In caso contrario, perderemo un treno sul quale sarà difficile risalire. Credo tuttavia che la capacità di innovazione del nostro Paese, unitamente alla sua creatività e ad una naturale predisposizione culturale alla valorizzazione delle risorse ambientali possano creare le condizioni idonee ad affrontare e vincere questa sfida”.

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