Africa, Ghebreyesus (Oms): “Kenya e Ruanda modello contro il Covid”

"Alcuni tra i Paesi occidentali con le infrastrutture sanitarie migliori sono stati duramente colpiti, mentre vari Paesi africani sono stati in grado di contenere la trasmissione del virus a livello comunitario"
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ROMA – “Durante la pandemia di Covid-19 un buon numero di governi, invece di sostenere le evidenze scientifiche e le informazioni veicolate dagli esperti, ha preferito contraddirle e screditarle. Questo atteggiamento aiuta la diffusione del virus. Da qui è giunta una delle grandi lezioni di questa pandemia: il ruolo della politica è determinante per far fronte alle emergenze sanitarie e da questo punto di vista Kenya e Ruanda hanno dato un esempio virtuoso, non solo in termini di investimenti ma anche nel modo in cui hanno gestito l’emergenza“. Lo ha detto Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore dell’Organizzazione mondiale della Sanità, intervenendo alla conferenza internazionale online Africa Health Agenda international Conference (Ahaic).

Il dirigente dell’organismo delle Nazioni Unite ha continuato: “Questa pandemia ha evidenziato un paradosso: alcuni tra i Paesi occidentali con le infrastrutture sanitarie migliori sono stati duramente colpiti, mentre vari Paesi africani sono stati in grado di contenere la trasmissione del virus a livello comunitario”.

Secondo Ghebreyesus, l’Africa ha reagito meglio alla pandemia non solo per via dell’età media molto bassa della popolazione, ma anche per “la sua lunga esperienza nella gestione delle epidemie”. Quindi ha ricordato che grazie a Covax, il meccanismo internazionale per garantire vaccini e medicinali anti-Covid nei Paesi in via di sviluppo, sono già stati consegnati “14 milioni di vaccini ai Paesi africani, e molti altri arriveranno entro la prossima settimana”. Secondo Ghebreyesus, “è un ottimo inizio ma molto deve essere ancora fatto”. Il direttore ha chiesto “più investimenti per rendere resilienti i sistemi sanitari africani”, ha ribadito che l’Oms è a disposizione per fornire “tutta la collaborazione necessaria” e ha infine sottolineato: “Ricordiamoci che la salute è un diritto umano”.

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