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Massimo Gandolfini lancia il ‘Congresso mondiale sulla famiglia’: “Cercano di negare la libertà di parola”

"Il congresso mondiale sulla famiglia che si terrà a Verona dal 29 al 31 marzo è un appuntamento importante, prima di tutto per la tematica, e poi perchè per la prima volta si svolge in Italia": così Massimo Gandolfini, leader del 'Family Day'
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https://www.youtube.com/watch?v=7r0A6wgf4lc&feature=youtu.be

ROMA – “Il congresso mondiale sulla famiglia che si terrà a Verona dal 29 al 31 marzo è un appuntamento importante, prima di tutto per la tematica, e poi perchè per la prima volta si svolge in Italia”. Lo dice il primario Massimo Gandolfini dirigente dell’associazione medici cattolici italiani e tra i leader del Family Day.

“Questa- spiega- sarà la tredicesima edizione, le altre 12 sono state ospitate tutte all’estero, quest’anno invece si farà a Verona. Vogliamo rimettere al centro della vita culturale sociale e politica il tema della famiglia come noi da sempre la sosteniamo e la promuoviamo cioè come viene definita dall’articolo 29 della nostra Costituzione che dichiara che la famiglia è una società naturale fondata sul matrimonio. Questo tipo di famiglia oggi ha bisogno di un grande sostegno che non è solo economico, è anche economico e fiscale”.

Le polemiche che stanno nascendo a proposito dell’evento sono aspre, con tanto di minacce di impiccagione per Gandolfini: “Trovo quel manifesto di una stupidità e di una insensatezza così palese che non vale neanche la pena di spendere parole per commentarlo. Però dà l’idea delle intemperie culturale nella quale stiamo vivendo dove viene negata addirittura la libertà democratica di parola perché le persone che lo hanno appeso possono pensarla tranquillamente come vogliono però cercare di tacitare, addirittura evocando la forca, chi la pensa in maniera contraria la dice lunga. E’ una sorta di dittatura del pensiero unico, non mi lascio sicuramente intimorire, anzi mi convince che la battaglia che stiamo facendo è proprio buona e quindi andremo ancora più avanti”.

Gandolfini spiega il motivo delle polemiche che si scatenano spesso intorno al tema della famiglia “c’è questa battaglia perché è un tema civilmente sensibile, la famiglia è da sempre considerata, anche nei secoli passati, il fondamento della società, anche quella laica, senza fare un discorso di ordine religioso e quindi le forze che vorrebbero destrutturare la società hanno capito che bisogna combattere la famiglia cioè impoverirla e depotenziarla. Sono venute avanti purtroppo anche in Italia con la legislazione sulle unioni civili qualcosa che volendo omologare delle unioni civili alla famiglia come società naturale fondata sul matrimonio di fatto la depotenzia. Questa è una contrapposizione che per sé stessa sarebbe insensata perché basterebbe rispettare due entità giuridiche civili diverse e si sarebbe già trovata una pacificazione”.

PROSTITUZIONE. SALVINI VUOL LEGALIZZARE? GANDOLFINI: NETTAMENTE CONTRARI

Al congresso mondiale della famiglia che si terrà a Verona interverranno anche big della Lega: i ministri Salvini e Fontana. Proprio in questi giorni però il leader della Lega è tornato a parlare di riapertura delle case chiuse e di legalizzare in qualche modo la prostituzione.

“Innanzitutto- dice Massimo Gandolfini, dirigente dell’associazione medici cattolici italiani e leader del Family Day- siamo contentissimi che al congresso mondiale ci saranno Fontana, il vicepremier Salvini, il ministro della Pubblica Istruzione Bussetti, molte rappresentanze istituzionali e politiche. Quanto alla proposta di Matteo Salvini, non nuova, ci trova, come ‘Family Day’ e come ‘Difendiamo i nostri figli’, assolutamente contrari. Abbiamo fatto una buona alleanza con l’associazione Giovanni XXIII, quella di don Aldo Buonaiuto, perché il nostro convincimento profondo è che nessun corpo, nessuna persona umana può essere mercificata. La stessa convinzione con cui ci battiamo contro l’utero in affitto e la maternità surrogata, dicendo che non si può comprare il corpo di una donna. La legalizzazione della prostituzione non è la soluzione al problema il fatto che esista da sempre la piaga della prostituzione è un prenderne atto, trasformarla o cercare di incanalarla con delle leggi diventa di fatto nella mentalità pubblica una forma di legalizzazione. Ribadiamo il nostro mantra: si comprano le cose e non le persone quindi la dignità della donna impone che non possa essere mercificata, la legalizzazione è un male e va condannata”.

I vostri oppositori dicono che voi volete la donna in casa che pensa ai figli e basta… “Voglio essere molto chiaro- replica Gandolfini- sarebbe sufficiente dire: ma dove vivete basterebbe guardarsi intorno e vedere che nelle nostre famiglie quella rigidità di differenza di ruolo fra il padre e la madre non esiste più. I papà cambiano i pannolini e le mamme vanno a lavorare e portano a casa i soldi. Noi però diciamo un’altra cosa che l’affettività femminile della mamma e l’affettività maschile del papà sono due affettività di cui il bambino ha bisogno e che hanno delle caratteristiche fra di loro differenti, la complementarietà di queste due differenze costituisce l’ambiente ideale nel quale il bambino può crescere non si possono, in questo senso, scambiare i ruoli. Non è vero che l’affettività del papà può sostituire l’affettività della mamma il bambino ha bisogno di entrambi gli amori, entrambi gli affetti, di entrambi i corpi, questo me lo lasci dire da neuropsichiatra: il bambino ha bisogno di identificarsi, di strutturarsi avendo davanti due differenze il padre e la madre se una delle due manca questo non è l’ambiente più vantaggioso per la costruzione della personalità del bambino”.

Ci sono dati che indicano come il consumo di pornografia online è molto elevato soprattutto tra i ragazzi voi su questo aspetto avete presentato una proposta.

“Abbiamo fatto al Senato, tre settimane fa, un bellissimo convegno sul problema della pornografia e della dipendenza da sesso online. Dobbiamo cercare di metterci un argine, mi rendo conto che è difficilissimo perché questa pornografia viene prodotta altrove e poi attraverso il web arriva dalle nostre parti ed è molto difficile da arginare. Abbiamo pensato almeno per i minorenni, di prevedere una tassa per attaccarsi alla rete, è una contromisura di minima, non è certo la risoluzione del problema e con quella tassa vorremmo finanziare un fondo per educare i figli ed educare i genitori per evitare che i figli cadono nella pornografia”.

SANITA’. GANDOLFINI: MINISTRO GRILLO BLOCCHI FARMACO GENDER

In Gazzetta ufficiale è stato pubblicato il via libera alla triptorelina, un farmaco che serve a bloccare lo sviluppo puberale nei maschi e nelle femmine per quei ragazzi preadolescenti che soffrono della cosiddetta disforia di genere.

“Interviene sui giovani che non hanno ancora ben strutturata l’identità sessuale- spiega il dottor Massimo Gandolfini, dirigente dell’Associazione medici cattolici italiani e leader del Family Day- e quindi si cercherebbe, con questo farmaco, di bloccarne la crescita in maniera che, aumentando l’età, arrivino ad una maggiore consapevolezza. Noi troviamo che questo sia dannosissimo e quindi faremo di tutto anche per bloccare questa cosa e magari di fare anche un bel passo indietro per due ragioni: una estremamente pratica, nei Paesi in cui è stata applicato l’utilizzo di questo farmaco i risultati sono pessimi. Addirittura una rivista internazionale di medicina dà delle statistiche impressionanti, i preadolescenti maschi che hanno una difficoltà di identità di genere nella preadolescenza nel 98% dei casi acquistano una naturalezza d’identità superata la fase critica e lo stesso vale per l’88% delle femmine. Per cui far precipitare le cose bloccando addirittura lo sviluppo puberale vuol dire bloccare gli ormoni facendone dei diversi, non certo aprire davanti a loro una strada favorevole. Oltretutto trattandosi di un disturbo identitario, ossia di personalità, la strada fondamentale è quella di accompagnare questi adolescenti fare in modo che superino questo momento di crisi e magari aiutarli quando sono più avanti. Del resto mi rivolgo a tutti i genitori: sappiamo che se c’è un’età critica in cui ragazzo cambia parere 10 volte al giorno è esattamente quella dell’adolescenza, andare a intervenire a gamba tesa addirittura sullo sviluppo puberale lo consideriamo pericolosissimo e dannosissimo”.

Non rimanete a guardare…. “No, chiederemo un passo indietro anche perché invoco sempre un principio che è riconosciuto internazionalmente dall’Onu: il principio di precauzione. Quando noi ci troviamo di fronte a degli organismi geneticamente modificati esiste il principio di precauzione… le statistiche ci dicono, numeri alla mano, che la disforia di genere trattata farmacologicamente è un disastro, per cui fermiamoci prima, troviamo altre strade e soprattutto facciamo le cose con calma e sapienza”.

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