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L’immunologo Le Foche picchiato da un paziente, in codice rosso all’Umberto I

L'uomo che lo ha aggredito riteneva che il medico avesse sbagliato la terapia e i farmaci per la cura di un'infezione alla colonna vertebrale

Pubblicato:06-10-2023 18:12
Ultimo aggiornamento:08-10-2023 17:36
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Francesco-Le-Foche
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ROMA – L’immunologo Francesco Le Foche è stato picchiato all’interno dello studio medico di via Po, a Roma, da un paziente di 36 anni che lo ha accusato di aver sbagliato la terapia e i farmaci per la cura di un’infezione alla colonna vertebrale. Il dottore si trova in codice rosso al Policlinico Umberto I per trauma cranico facciale, frattura del setto nasale e frattura del pavimento orbitario di sinistra. Al momento è in prognosi riservata e in condizioni stazionarie, ma non è in pericolo di vita. Nei prossimi giorni subirà interventi di ricostruzione sotto l’occhio e sul viso. Sul posto sono intervenuti gli agenti del commissariato Salario, che hanno arrestato il 36enne con l’accusa di tentato omicidio.

MAGI (OMCEO): VIOLENZE IN CRESCITA, SOLIDARIETÀ AL COLLEGA LE FOCHE

“Massima solidarietà al collega- commenta alla Dire Antonio Magi, presidente dell’Ordine dei Medici di Roma (Omceo)- ci preoccupa il fatto che questi casi sono in aumento. Nel Lazio abbiamo il 65-67% di atti di violenza in più rispetto agli anni precedenti. C’è un’insofferenza che va risolta a monte, va ricreato quel rapporto tra medico e paziente che c’era una volta”.

Per Antonio Magi “ognuno deve fare la sua parte: le istituzioni non devono esasperare i casi di mala sanità, né delegittimazione dei medici. E la stampa, che giustamente riporta le notizie negative, dovrebbe anche parlare di quello che va bene. Abbiamo la popolazione più anziana del mondo dopo il Giappone, quindi vuol dire che nella maggior parte dei casi, le cose funzionano. Poi ci sono dei casi negativi, ma la maggior parte dei medici lavora bene. Dobbiamo ricreare il clima di collaborazione che c’era”.


Secondo il presidente dell’ordine dei medici di Roma, “Il paziente dovrebbe risolvere problema insieme al medico. Invece il paziente si aspetta ora l’obbligo del risultato. Ma se continuiamo a dire che il Sistema sanitario nazionale è in sofferenza, aumenta anche la tensione tra i pazienti, con situazioni che sono diventate ancora più critiche con il Covid- aggiunge Magi- anche se in questo caso l’episodio è avvenuto in uno studio privato, è sempre frutto dell’insoddisfazione generale. Ormai il paziente vuole decidere se la terapia è sbagliato o meno. Serve un intervento delle istituzioni per poter ritrovare la fiducia”.

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