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“Fascismo fuori dalle scuole”: e lo minacciano di morte

Fulvio, studente diciottenne del Liceo Righi, ha trovato una scritta contro di lui sul muro della scuola

Pubblicato:05-10-2023 19:52
Ultimo aggiornamento:05-10-2023 19:52
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ROMA – “Fulvio attento” e, accanto, il simbolo dell’impiccato. Fulvio Pellini, 18 anni, studente del liceo scientifico ‘Righi’ di Roma, si è ritrovato la scritta sul muro della sua scuola. Se n’è accorto oggi pomeriggio, alla fine delle lezioni. Accanto alla scritta, la rivendicazione: ‘Roma è fascista’. Una minaccia che è arrivata perché lunedì lo studente, rappresentante di istituto e attivista del collettivo scolastico ‘Ludus’, aveva partecipato a un sit-in in cui aveva ribadito che “la scuola ripudia il fascismo”.

Non me l’aspettavo, dal punto di vista psicologico è stato forte– racconta all’agenzia di stampa Dire- Non credevo che fossero arrivati a tanto, a minacce di morte, solo perché due giorni prima abbiamo organizzato una breve azione in solidarietà con il ‘Machiavelli’ e il ‘Virgilio’, scuole vittime (come noi) di attacchi di natura neofascista”. Non lo leggo come un attacco a me stesso. È un attacco a tutti e tutte noi, alla nostra libertà e alle nostre attività quotidiane, al nostro modo di vivere e ai nostri ideali. È un attacco alla nostra Repubblica, alla nostra Costituzione”, scrive Fulvio in una lettera pubblicata sulla pagina social del collettivo Ludus.

Il giovane non ha ancora sporto denuncia, ma sta valutando se farlo. “Non c’è una firma, non so chi possa essere stato. Posso solo dire che i gruppi studenteschi di destra stanno rinascendo”, aggiunge alla Dire. Subito è arrivata la solidarietà da parte della scuola: la dirigente scolastica ha assicurato al ragazzo che le scritte verranno rimosse al più presto. Intanto, domani, prima della partenza del corteo dei Fridays For Future, lo studente prenderà la parola davanti alla scuola per un intervento. Ma “eviterò situazioni di tensione con organizzazioni di destra, come sempre. Continuerò, però, con il mio attivismo“, assicura Fulvio. “Una scritta non cambia le cose, anzi, è un incentivo per lavorare ancora di più, proprio perché qualcuno si permette di fare queste cose che non stanno né in cielo né in terra. Io sono solo un diciottenne che prova a fare qualcosa per la sua scuola e a ribadire che il fascismo non entra nelle scuole. Spero in una parola da parte della politica- conclude lo studente- ma so che non arriverà”.


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