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Sulla bonifica di Bussi tutto da rifare: annullato il bando

A determinare l'annullamento è stata l'inidoneità del progetto, approvato però a febbraio 2018
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PESCARA – Dodici anni dopo la scoperta di quella che fu definita la più grande discarica d’Europa, il Sin di Bussi, sulla vicenda c’è solo confusione. E’ quanto emerso oggi nel corso delle audizioni della Commissione d’inchiesta della Regione Abruzzo presieduta da Giovanni Legnini (Legnini Presidente) che ha visto la presenza del sindaco di Bussi, Salvatore Lagatta, e del direttore dell’Arta, Francesco Chiavaroli. E’ stato proprio Lagatta a mettere sul tavolo la notizia che riporta tutto all’anno zero: la decisione del ministero dell’Ambiente di annullare la gara per i lavori di bonifica delle aree 2A e 2B del sito. Notizia che il sindaco ha riferito di aver saputo a margine della Conferenza dei Servizi convocata proprio dal ministero.

A quanto pare, a determinare l’annullamento è stata l’inidoneità del progetto, approvato però a febbraio 2018. Se si escludono i lavori propedeutici alla bonifica dell’area denominata Tremonti, dunque, sembra proprio che sia tutto da rifare. Progetti, ad oggi, non ce ne sono e i 50 milioni di euro a disposizione restano al palo insieme al mezzo milione stanziato nel Masterplan dalla Regione. Molto c’è ancora da fare, soprattutto in merito alle “iniziative da assumere” per tutelare in primis proprio i cittadini, commenta il presidente Legnini. “La Commissione- conclude- vuole accertare ciò che difetta, ciò che non è stato fatto, ciò che c’è da fare e chi lo deve fare. Al momento c’è molta confusione”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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