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A Roma recapitate buste con esplosivo: ferite tre donne. Si indaga per terrorismo

polizia auto
Al momento non sono giunte rivendicazioni, per questo motivo gli investigatori della Digos e del Ros non escludono alcune ipotesi: dalla pista anarchica all'opera di uno squilibrato
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ROMA – La Procura di Roma indaga sulla vicenda delle tre buste-bomba recapitate ieri tra Roma e Fiumicino che, esplodendo, hanno ferito tre donne. I reati ipotizzati dal procuratore aggiunto Francesco Caporale sono quelli di attentato con finalità di terrorismo e lesioni. Al momento non sono giunte rivendicazioni, per questo motivo gli investigatori della Digos e del Ros non escludono alcune ipotesi: dalla pista anarchica all’opera di uno squilibrato.

Ferite nell’esplosione dei plichi, due delle destinatarie: una pensionata ex dipendente dell’Università del Sacro Cuore, residente nel quartiere di Monte Mario, e una lavoratrice dell’Inail che ha aperto il pacco bomba a casa, nella zona di Fidene. La prima busta esplosa, destinata a una ex dipendente dell’Universita di Tor Vergata, non è mai stata recapitata ed è esplosa nel centro di smistamento della Poste di Fiumicino, ferendo leggermente un’impiegata. Più serie le condizioni della dipendente Inail, che ha riportato ustioni su viso e mani guaribili in 30 giorni.

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