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Bologna, a Natale un cuore nuovo per una bimba di 4 mesi

neonato
La patologia le era stata diagnosticata quando era ancora nella pancia della mamma. Eseguito, nello stesso periodo, anche un altro trapianto su un ragazzo di 24 anni
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BOLOGNA – Niente di meno che un cuore nuovo. E’ un regalo di Natale del tutto speciale quello che una bimba di appena quattro mesi ha ricevuto dai medici del Policlinico Sant’Orsola di Bologna che, con due trapianti nell’arco di 48 ore, hanno recapitato lo stesso dono anche a un ragazzo di 24 anni, anche lui come la piccola affetto da una patologia cardiaca congenita. La doppia operazione salva-vita è stata presentata questa mattina al Sant’Orsola dalla direttrice Chiara Gibertoni e dall’assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini, insieme agli specialisti che hanno portato a termine gli interventi.

La bambina, bolognese, è nata quattro mesi fa con una cardiopatia congenita complessa, diagnosticata quando ancora era nella pancia della sua mamma. Ancora prima che venisse alla luce, dunque, la piccola è stata seguita dagli specialisti del Policlinico e, una volta nata, è stata collegata ai macchinari Ecmo per l’ossigenazione extracorporea. Visto il suo quadro clinico, è stato lanciato per lei un allarme nazionale trapianto con precedenza assoluta e la sera del 27 dicembre è arrivata dal Centro nazionale trapianti la segnalazione della disponibilità di un piccolo cuore. Dopo i controlli del caso, la donazione è risultata compatibile e il 28 dicembre la piccola è potuta entrare in sala operatoria, dove è avvenuto il trapianto con un intervento durato 10 ore. La bimba, spiegano gli specialisti del Sant’Orsola, è ancora in condizioni critiche anche per la complessità del suo caso, ma “sta reagendo bene. Ci vorrà del tempo, ma sembra andare nel verso giusto“.

A meno di 24 ore da questo trapianto, al Policlinico di Bologna arriva la notizia di una seconda disponibilità. A ricevere un cuore nuovo questa volta è Demetrio, giovane calabrese di 24 anni, bolognese d’adozione, cardiopatico dalla nascita e anche lui seguito fin dall’inizio dagli specialisti del Sant’Orsola. Operato per la prima volta 24 anni fa proprio a Bologna, il giovane era in lista d’attesa da molto tempo e il 30 dicembre ha potuto finalmente fare il trapianto. Oggi sta bene e “sta per uscire dal reparto di terapia intensiva”, spiegano i medici del Policlinico.

Il Sant’Orsola di Bologna, ricordano all’ospedale, “è uno dei pochi centri cardiologico-cardiochirurgico in Italia” che segue il paziente dalla diagnosi prenatale fino all’età adulta, con una presa in carico totale ad ogni età. Oggi l’80-85% dei bambini nati con cardiopatia congenita riesce a sopravvivere fino all’età adulta e degli 82 trapianti di cuore eseguiti dal 1994 dalla cardiochirurgia pediatrica del Sant’Orsola, 23 sono stati eseguiti su pazienti adulti (i cosiddetti ‘Guch’, Grown up congenital hearth). Ogni anno al Sant’Orsola ogni anno vengono visitati circa 9.000 piccoli pazienti provenienti da tutto il Paese ed eseguiti 350 interventi di cardiochirurgia. La speranza di vita per i bambini trapiantati è molto alta (80% a cinque anni): il paziente trapiantato più piccolo aveva 84 giorni di vita, l’età media al trapianto è di 10 anni per quelli pediatrici e 37 per i Guch. Nel 2021 sono stati eseguiti sette trapianti pediatrici, quattro negli ultimi due mesi, un dato superiore alla media (circa cinque trapianti all’anno). Nonostante il Covid, nel 2021 l’attività di trapianto del Sant’Orsola ha superato l’attività del 2020: 28 trapianti di cuore (+5); 11 di polmone (+1); 100 di fegato (+12); 87 di rene (+23) e 36 da donatore vivente (+16). 

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