Ruanda, sì a legge per bandire la plastica monouso

Da un lato l'obiettivo è ridurre l'inquinamento, dall'altro il Ruanda ha un grande problema di gestione dei rifiuti. Ora attende il via libera del parlamento
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ROMA – Un disegno di legge che punta a mettere al bando le plastiche monouso è stato approvato dal governo del Ruanda. Con questa misura, che ora attende il via libera del parlamento, si guarda alla tutela dell’ambiente e anche al problema della gestione dei rifiuti. Alla categoria delle plastiche monouso afferiscono vari oggetti di uso quotidiano: tra questi, sacchetti, imballaggi per gli alimenti, bottiglie di plastica, cannucce e cucchiaini da caffè dei distributori automatici. Tutti prodotti che aumentano la spazzatura da smaltire e rischiano di diventare inquinanti, se dispersi nell’ambiente.

 

Intervistato dalla stampa locale, il ministro dell’Ambiente Vincent Biruta ha detto che i cittadini sono invitati a trovare alternative. “La maggior parte di queste cose non sono necessarie” ha detto il ministro. “Cosa usavamo prima dell’avvento della plastica? Esistono altri oggetti per consumare cibo e bevande, o fare la spesa”.

Secondo uno studio diffuso a dicembre dall’Agenzia per la gestione ambientale (Rema), la capitale Kigali e sei centri urbani satelliti soffrono a causa della mancanza di strutture centralizzate per il trattamento e il riciclo. Inoltre, il report rivela che solo il 35,8 per cento della popolazione urbana abita in zone servite dalla nettezza urbana.

Stando a dati del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (Undp) risalenti al 2012, la discarica di Nyanza, la sola della capitale, riceve ogni giorno oltre 100 tonnellate di spazzatura, a fronte di una popolazione in costante aumento. Le città satelliti erano state fondate proprio per redistribuire la popolazione della capitale.

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31 Gennaio 2019
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