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Casa, Lombardi (M5s) si trasferisce da famiglia sotto sfratto

ROMA – “Voglio sporgere denuncia per violenza privata e intimidazione a pubblico ufficiale. Alle provocazioni io rispondo con la legge”. È con queste parole, rivolte al telefono ad un dirigente di Polizia del Prenestino, che si è concluso il trasferimento della deputata Roberta Lombardi a casa della signora Roberta, la cui famiglia è sotto sfratto in una casa realizzata nell’ambito di un piano di zona al Collatino.

“Ho parlato con il responsabile del commissariato del Prenestino- ha poi riassunto Lombardi- mi ha risposto che hanno constatato la situazione ma che per loro l’interruzione dell’acqua calda e del riscaldamento avvenuta domenica non si configura come un’interruzione di pubblico servizio. E’ una vergogna che si lasci una signora con due figli senza riscaldamento ed acqua calda in questo periodo. Quella dei costruttori è una infame prova di forza contro dei cittadini abbandonati dallo Stato, in questo caso dal Comune di Roma e dalla Regione Lazio che non stanno controllando la situazione ne applicando le sanzioni”.

La storia della famiglia della signora Roberta inizia quando il marito, dopo aver pagato un acconto di 30.000 euro finalizzato per entrare in una casa che sarebbe dovuta finire sul mercato, con diritto di prelazione, dopo qualche anno, scopre di aver firmato “un contratto diverso da quello prospettato dalla proprietà, la ‘Sette costruzioni spa’, ovvero un contratto di affitto aumentato in poco tempo del 40% da 330 a 700 euro”.

Da lì la decisione di non pagare più, “perché siamo stati truffati”, e l’avvio di una procedura di sfratto che coinvolge, tra l’altro, tre appartamenti, con 10 persone in tutto tra cui 4 minori, due dei quali con disabilità.

Per questo Lombardi oggi si è trasferita nella casa di Roberta, forte del’inviolabilità del domicilio parlamentare che evita lo sfratto. “Resterò qui- ha detto- fino a quando non ripristineranno gli allacci di acqua calda-riscaldamento alla signora. Ma da oggi mi trasferisco qui in modo permanente. Migliaia di persone sono in questa situazione, truffate dai piani di zona. Questi inquilini non devono essere sfrattati ma anzi potrebbero essere addirittura in credito con i costruttori. Noi stiamo lottando affinché i loro diritti vengano riconosciuti“.

di Emiliano Pretto, giornalista professionista

28 gennaio 2016

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