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A Bologna i ricercatori diventano… Imprenditori

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BOLOGNA – Un progetto, primo in Italia, per realizzare le idee imprenditoriali dei 600 tra assegnisti, dottorandi e post doc dell’Ateneo di Bologna, con tanto di docenti, mentori-imprenditori e pure un periodo di full immersion nella Mecca dei cervelli hi-tech, la Silicon Valley. L’ispirazione, forse, viene dalle giovani menti statunitensi che, dal nulla, hanno creato giganti come Facebook e Google, ma è declinata sul territorio coperto dalla sede centrale e dai poli decentrati dell’Alma Mater. Presentata stamane in rettorato, l’iniziativa si intitola “Unibo launch pad”, coinvolge, oltre all’Università, l’Istituto italiano imprenditorialità ed è sostenuta dalla Fondazione Golinelli, la Fondazione del Monte e Imperial fashion, che mettono a disposizione un plafond di 50.000 euro.

L’idea è dunque di usare “il giacimento” di competenze dei ricercatori dell’Ateneo, dai letterari agli informatici, dai filosofi agli economisti, i quali, in team, possono veder concretizzarsi, in Italia, un innovativo progetto imprenditoriale grazie all’aiuto dei docenti, ma anche al consiglio pratico di 16 imprenditori di successo, che saliranno il cattedra e li metteranno di fronte alle impellenze quotidiane che una start up e un’azienda deve affrontare. I potenziali imprenditori capiranno dunque come partire, a quali mercati puntare, dove trovare le risorse, come proporre i prodotti. Da oggi, su unibolauchpad.it i ricercatori possono cominciare ad aderire, prevalentemente in team, fino al 15 luglio. Poi, nei primi dieci giorni di settembre partiranno i colloqui e verso il 12 arriveranno gli esiti che selezioneranno dieci team al massimo, per un totale di circa 30-40 persone (basta che solo uno della squadra, tra l’altro, sia ricercatore).

Da quel momento partiranno le dieci settimane di confronto coi docenti e con gli imprenditori ‘veri’, che li porteranno anche fuori dalle aule accademiche.

Per i migliori team, infine, ci sarà “l’elettrochoc” del viaggio a Menlo Park, nella Silicon Valley, per toccare con mano la velocità e la fibrillazione di uno dei luoghi più attivi e creativi del mondo a livello di impresa, spiega Simone Feriani, coordinatore scientifico del progetto. Nella selezione verranno privilegiati ricercatori che hanno già creato un team, aggiunge, proprio per riuscire a sfruttare al meglio le opportunità di imparare da docenti e mentori. Per il rettore dell’Alma Mater, Ivano Dionigi, è un vantaggio che questa idea venga sviluppata a Bologna, dove non ci sono studi unici, come i politecnici, ma un range di competenze e conoscenze trasversali che potranno così esprimersi e realizzare un’idea.

24 aprile 2015

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