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Anna Magnani, Roma la omaggia con una mostra al Vittoriano

A. Magnani

ROMA – Anna Magnani, dal cinema al cinema passando per casa. Si è aperta stamattina, con un’anteprima nella Sala Zanardelli del complesso del Vittoriano a Roma, la mostra fotografica sull’icona del grande schermo italiano degli anni ’40, ’50 e ’60, alla presenza del suo curatore, Mario Sesti, regista, giornalista e critico cinematografico, e della direttrice del Polo Museale del Lazio Edith Gabrielli. Dal 22 luglio al 22 ottobre si potrà quindi visitare a ingresso libero ‘Anna Magnani, la vita e il cinema’, un percorso culturale pensato per far conoscere al grande pubblico la figura dell’attrice, attraverso fotografie, e materiali audio e video spesso inediti. Dagli esordi a teatro e in rivista fino ai successi di Cinecittà e di Hollywood, la mostra ripercorre la filmografia dell’attrice con fotogrammi tratti dalle pellicole dei suoi film più famosi, scatti dai set o foto di cronaca, che mappano la sua presenza nella vita sociale e culturale dell’epoca. Senza dimenticare la Magnani più intima, i suoi amori, la sua casa.

“Abbiamo voluto rendere omaggio a una grande artista e lo abbiamo voluto fare al Vittoriano che è il monumento simbolo dell’Italia, in cui abbiamo inaugurato gia’ l’anno scorso con Lucio Dalla una serie di mostre ai grandi illustri del nostro Paese- spiega a diregiovani.it Edith Gabrielli-. La tradizione degli uomini illustri è una tradizione antica. Spesso quando ne parliamo pensiamo agli illustri del passato, invece ne abbiamo anche in tempi molto recenti. Credo che Anna Magnani rappresenti tutto questo meglio di chiunque altro”. Nel percorso, realizzato in collaborazione con Cineteca Nazionale del Centro Sperimentale di Cinematografia e Istituto Luce, Magnani diventa volto simbolico del racconto del vissuto quotidiano, spesso drammatico, della liberazione dal fascismo e della lotta per la modernità, arrivando ad incarnare Roma stessa nella sua ultima memorabile apparizione sul grande schermo con Federico Fellini.

“Ho cercato di far amare la verità al pubblico col mio lavoro, ma mi è stato più difficile farla amare come donna, anzi devo dire che in questo ho avuto un vero insuccesso. È nella vita che bisogna saper recitare, me ne sono accorta tardi, altrimenti gli altri ti guardano come si guarda una pazza, ma io non so mai recitare, neanche quando lavoro”. Così la musa del cinema neorealista italiano spiegava il rapporto viscerale col lavoro e con la vita, il suo essere incapace di indossare maschere, di non essere semplicemente se stessa. La sua presenza nei festival, nelle manifestazioni di massa, negli eventi mondani, nelle attività sociali, documentata nel primo corridoio della mostra con i cinegiornali Luce, rivela la sua luminosa autenticità, la capacità del suo spirito di appartenere al suo volto. “Il rapporto della Magnani con lo schermo ci dice molto sull’identità di noi italiani come popolazione, sulla nostra incapacita’ di controllare le emozioni- spiega durante il percorso Sesti-. Dolore, sensualita’, allegria, forza estrema, emergono in tutti i suoi film. Come attrice ci ha fatto capire quanto sia importante farsi travolgere dalle emozioni, ma allo stesso tempo quanto sia importante non farsi seppellire dalle emozioni stesse”.

Una sequenza di fotogrammi dai suoi film piu’ famosi, da ‘Teresa Venerdi” a ‘Mamma Roma’, da ‘Roma città aperta’ a ‘Nella città l’inferno’, occupa il corridoio iniziale, in una sezione dedicata a quello che Sesti chiama “l’immaginario, l’intangibile”. A meta’ percorso, lo spazio domestico, la casa, invitano il visitatore a conoscere la Magnani nel suo vissuto, immortalata accanto ai suoi piu’ grandi amori, da Roberto Rossellini al marito Goffredo Alessandrini, da Marlon Brando ad Anthony Franciosa. E nel contesto delle sue relazioni con attori, scrittori e sportivi. Le foto con Tennesse Williams, Aldo Fabrizi, Danny Kaye, Elsa Giorgi e Totò testimoniano il peso e il ruolo dell’attrice nella vita culturale e sociale del dopoguerra. Cosi’ come gli scatti con la moglie di Guttuso, Italo Gemini o Renzo Vespignani: “Sono leggendari i litigi dell’attrice, spesso in spazi collettivi- racconta Sesti-. Uno degli aneddoti più divertenti riguarda Vespignani. Il pittore le stava facendo un ritratto a casa sua, lei impaziente gli chiede di vederlo prima che sia finito e si arrabbia con lui perche l’aveva dipinta con le occhiaie. Vespignani le risponde: ‘Se le ho dipinte vuol dire che le ho viste’. Si assenta un attimo e quando torna nella stanza trova lei che cerca di ritoccarsele. A quel punto butta fuori di casa lei e il suo amato bassotto”.

Dopo l’incursione domestica si torna al cinema con filmati tratti dai cinegiornali dell’Istituto Luce e con la proiezione, negli spazi espositivi, di un documentario delle Teche Rai e di una serie delle piu’ belle scene dei suoi film. Foto di scena e fotogrammi tratti dai suoi film concludono il percorso espositivo nel tentativo di far immergere il visitatore nella plasticita’ di un volto che continua ad affascinare cinefili 2.0, italiani e non. Una plasticità che, secondo Sesti, “parte dai capelli, che rendono espressiva anche la parte alta della sua figura, interessante anche dal punto di vista della luce. Una chioma nera- conclude- che e’ elemento di espressività  versatile e denso”. La mostra verrà arricchita da una rassegna di tre film che verranno proiettati nella Terrazza Italia del Vittoriano e seguiranno la lettura di testi ricavati da scritti e interviste all’attrice. La rassegna si aprira’ con la proiezione di ‘Bellissima’ di Luchino Visconti nella serata del 24 luglio, proseguirà il 31 luglio con ‘Mamma Roma’ di Pier Paolo Pasolini per chiudersi il 7 agosto con ‘L’amore’ di Roberto Rossellini. Rassegna e mostra rientrano nelle oltre cento iniziative di ‘Artcity-Estate 2017’, progetto promosso e organizzato dal Polo Museale del Lazio in musei e altri luoghi d’arte di Roma e della regione tra i quali proprio il Vittoriano.

20 luglio 2017

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