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‘Italia Africa Business Week’, la due giorni per scoprire le possibilità del continente

ROMA – “Colmare il gap di comunicazione e conoscenza che c’è tra il continente italiano e quello africano”: è questo l’obiettivo dell’iniziativa ‘Italia Africa Business Week’ (Iabw) nelle parole di Cleophas Adrien Dioma, presidente di Le Reseau, associazione promotrice dell’evento che si svolgerà a Roma il 17 e 18 ottobre 2017.

L’appuntamento è il “primo interamente dedicato ad imprenditori italiani e africani” secondo quanto afferma il comunicato distribuito alla stampa oggi, in occasione della conferenza di lancio che si è tenuta presso la sede romana di Confindustria.

All’evento, patrocinato da Assafrica & Mediterraneo, Assobiomedica, Chiesi Foundation Onlus, Giovani Imprenditori Cna e West African Development Bank (Boad), sono attesi per ora oltre 40 soggetti tra aziende e alti rappresentanti della cooperazione internazionale, tra cui il presidente della Boad, Christian Adovelande.

Infrastrutture, energie rinnovabili, agricoltura, industria biomedicale e nuove tecnologie saranno i principali settori di interesse durante la due giorni, che prevederà due dibattiti pubblici, tavole rotonde, incontri tra imprenditori e anche momenti informali, come la cena di gala finale. “Per il momento gli iscritti sono molto più africani che italiani e vengono ad esempio da Ghana, Burkina Faso, Costa D’Avorio” ha sottolineato Dioma durante la conferenza.

“Per quanto riguarda le imprese italiane, scontano una mancanza di comunicazione e non riescono a cogliere le possibilità che il nostro continente offre loro. Proprio per affrontare questo problema nasce la nostra iniziativa”.

Alla conferenza stampa di oggi è intervenuto anche Pietro Sebastiani, il direttore generale per la Cooperazione allo sviluppo italiana.

Giunto ormai alla fine del suo mandato, Sebastiani ha sostenuto l’opportunità di coinvolgere i privati nella cooperazione internazionale: il ruolo di quella italiana, “oltre a rispondere alle tante emergenze e portare avanti progetti, dev’essere anche quello di accompagnare la presenza delle nostre imprese, perché solo l’aiuto del settore privato permetterà un vero sviluppo del continente” ha spiegato Sebastiani alla DIRE. Alla ‘Iabw’, secondo quanto riferiscono gli organizzatori, “parteciperanno la Vmk con Verone Mankou, il primo a lanciare sul mercato uno smartphone e un tablet concepiti apposta per sfondare nei Paesi a sud dell’Equatore, o la New Cold System di Madi Sakande, che si è aggiudicato il prestigioso MoneyGram Awards 2016 per miglior imprenditore immigrato. E ancora, si parlerà insieme a Roberto Vigotti, segretario generale di RES4Med/RES4Africa, network di aziende operanti nel Mediterraneo e in Africa subsahariana, tra cui Enel Green Power, Enerray, Enertronica, PwC e Terna impegnate a promuovere lo sviluppo delle energie da fonti rinnovabili e l’integrazione delle reti elettriche”.

Per quanto riguarda le aziende italiane, l’invito proveniente dai relatori della conferenza è soprattutto rivolto alle piccole e medie imprese, ma nella due giorni di ottobre ci sarà spazio anche per Ferrovie dello Stato, Enel e Salini-Impregilo.

“Per il momento, a lavorare con successo in Africa sono soprattutto le multinazionali, ma la grande azienda deve poter trascinare le Pmi” ha sottolineato Giovanni Ottati, presidente di Confindustria Assafrica e Mediterraneo. “Ci vuole un’organizzazione sul campo non inifferente per riuscire a entrare in Africa senza correre rischi eccessivi”.

GELLONA (ASSOBIOMEDICA): PUNTIAMO A MERCATO FUTURO


“Agevolare le nostre imprese a trovare sbocchi commerciali e industriali in un continente importante come l’Africa”: è l’obiettivo di Assobiomedica, la federazione di Confindustria che rappresenta le imprese del settore dei dispositivi medici, secondo il suo direttore generale Fernanda Gellona. Intervistata oggi a Roma dalla DIRE a margine della conferenza di lancio della due giorni ‘Italia-Africa Business Week’, Gellona ha affermato: “Tutte le proiezioni indicano che l’Africa sarà il mercato del futuro, ma al tempo stesso, siccome ci occupiamo di salute e sviluppo tecnologico per la salute, vogliamo cercare di essere utili allo sviluppo del continente definendo piani di formazione per le persone che vengono dall’Africa, che imparino a usare, commercializzare e produrre le nostre tecnologie”.

di Giulia Beatrice Filpi, giornalista

19 settembre 2017

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