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Enel presenta a Londra il piano strategico: 18 miliardi di investimenti e +50% sulle rinnovabili

enel“18 miliardi di investimenti destinati alla crescita industriale nell’arco di piano, 6 miliardi in più rispetto al piano precedente: focus sulle Reti (crescita organica in America Latina e profonda trasformazione digitale in tutte le aree geografiche), sulle rinnovabili (crescita del 50% della capacità aggiuntiva rispetto al piano precedente)”, principalmente in America Latina, Nord America e Africa, e ancora generazione non-merchant e retail (crescita della base clienti e nuovi servizi). Questi alcuni elementi del piano strategico 2015-2019 che il gruppo Enel presenta, oggi a Londra, alla comunità finanziaria. È il primo piano strategico predisposto sotto la guida dell’amministratore delegato e direttore generale Francesco Starace dalla sua nomina, lo scorso anno.

Gli altri punti del piano prevedono una “riduzione dell’8% nominale dei cash cost sull’arco di piano, attraverso l’ottimizzazione degli investimenti in manutenzione e dei costi operativi lungo tutte le global business lines”, la “gestione attiva del portafoglio”, un programma “di rotazione degli asset del valore di 5 miliardi nell’arco di piano senza effetti sull’indebitamento, in grado di produrre una crescita dell’utile netto di circa 200 milioni entro il 2019 al netto delle dismissioni”.

A ciò si accompagna una “nuova politica dei dividendi: payout pari al 50% nel 2015, che aumenta di 5 punti percentuali su base annua fino al 65% nel 2018”. Enel con questo piano prevede che “efficienza operativa e crescita industriale possano produrre un robusto incremento dell’ Ebitda e generazione di cassa, a sostegno della crescita dei dividendi a beneficio degli azionisti”.

Soddisfatto l’Ad Starace. “Abbiamo conseguito i nostri obiettivi finanziari nel 2014 nonostante l’impatto sugli utili prodotto dal difficile contesto macroeconomico dell’anno passato- ha detto- e a fronte di una revisione del valore contabile dei nostri attivi che si è tradotta in diverse sostanziali svalutazioni, soprattutto in Italia e Slovacchia”.

“Svalutazioni che sono anch’esse il riflesso del complesso contesto in cui operiamo in questo momento”, prosegue Starace. “Ciò detto, le iniziative assunte fra maggio 2014 e fine anno – principalmente sotto l’egida della riorganizzazione strutturale – ci hanno consentito di compensare in parte i fattori esterni, e produrre risultati operativi coerenti per l’intero 2014. Il Piano che presentiamo oggi offre un convincente invito all’investimento. La strategia di Gruppo si basa sui nostri punti di forza: una posizione consolidata sui mercati emergenti, una chiara leadership tecnologica e reti di distribuzione digitalizzate nei mercati più maturi”.

Sul fronte delle rinnovabili, nell’ambito del piano Enel 2015-2019 il posizionamento di Enel Green Power “consente di continuare a trarre vantaggio dalle prospettive di crescita globale grazie ad un mix tecnologico e geografico diversificato”, spiega il gruppo Enel. Il nuovo piano prevede “un aumento del 50% di capacità aggiuntiva complessiva (pari a 7,1 GigaWatt) rispetto al precedente, da conseguire principalmente in America Latina, Nord America e Africa”.

Circa metà degli investimenti rinnovabili di Egp indirizzati alla crescita lungo l’arco del piano saranno destinati a Cile, Messico e Brasile, paesi in cui la stessa Egp sta già realizzando il 30% della capacità aggiuntiva. Ma Enel ha deciso di sospendere, congelandolo, il maxiprogetto idroelettrico HidroAysen, in Cile. Il progetto – molto contestato dalle popolazioni e dalle comunità indigene locali, sostenute anche da alcuni esponenti del clero – prevede cinque centrali idroelettriche sui fiumi Pascua e Baker nella regione Aysen, nella Patagonia cilena, per una potenza totale di oltre 2,750 MegaWatt.

Per quel che concerne le reti, la distribuzione globale rappresenta “circa 7 miliardi di Ebitda, potendo contare su una base clienti di 61 milioni di utenze”. Il Gruppo Enel prevede di investire nelle reti lungo l’arco di piano “circa 5,4 miliardi, destinati alla crescita organica nei paesi emergenti e a nuove soluzioni tecnologiche, quali i contatori digitali e le reti intelligenti, in tutte le aree geografiche”.

La strategia di crescita nella generazione convenzionale persegue “l’obiettivo di essere il generatore che sostiene i costi più ridotti in regioni con solide prospettive di crescita e a basso rischio regolatorio”. La priorità verrà data “a progetti con limitato rischio di realizzazione e più elevati livelli di accettazione da parte degli stakeholders”.  In tale ottica il Gruppo sta anche effettuando “una completa verifica della propria pipeline di progetti”.

Enel ha sviluppato il piano strategico, tra gli altri elementi, sulla base dell’aumento della domanda energetica in America Latina ed Africa, principalmente riconducibile all’ andamento demografico. “La crescente urbanizzazione e la creazione di ricchezza- spiega- stanno creando opportunità per promuovere la crescita organica lungo tutta la catena di valore in questi mercati”.

Il gruppo ha poi tenuto in conto “l’evoluzione del settore energetico nei mercati maturi verso la completa digitalizzazione sta aprendo nuove opportunità di ricavi in aree in cui il Gruppo gode di una significativa forza competitiva”. I contatori digitali, un settore in cui Enel storicamente  è pioniere ed indiscusso leader industriale, “rappresentano le basi della sfida delle reti digitali”. Nel contempo i mercati maturi “continueranno a rappresentare un’area vibrante per la creazione di valore per gli operatori in grado di innovare e catturare le opportunità offerte dall’evoluzione tecnologica”.

Enel sottolinea “la leadership ed unicità della sua esperienza in materia di contatori digitali e reti intelligenti” e la sua “solida presenza lungo tutta la catena di valore dei mercati in cui opera e a una base clienti di 61 milioni di utenze”, oltre a “un posizionamento strategico e a una presenza consolidata in mercati dal promettente potenziale di crescita come America Latina e Africa”.

Il piano strategico prevede una crescita dell’Ebitda (Earnings before interest, taxes, depreciation, and amortization, praticamente il Margine operativo lordo, ndr) nell’ordine di 2,4 miliardi entro il 2019, ovvero ulteriori 6,7 miliardi di Ebitda cumulato nell’arco di piano.

Quasi il 90% dei nuovi investimenti per la crescita sarà finalizzato a rafforzare l’aumento dei ricavi in attività a basso profilo di rischio, quali le reti, le rinnovabili, la generazione convenzionale non-merchant e il settore retail, con l’obiettivo di conseguire un rendimento medio per progetto superiore a uno spread minimo di 200 punti base sul costo medio ponderato del capitale. Circa il 60% degli investimenti totali saranno indirizzati ai mercati emergenti.

Il piano strategico introduce una nuova politica dei dividendi per il periodo 2015-2019, “che offre certezza nel breve termine e un significativo potenziale di crescita nel medio termine”. Si prevede che” per il 2015 il payout aumenterà al 50% e crescerà di 5 punti percentuali su base annua fino a raggiungere il 65% nel 2018″. Nel caso in cui l’utile netto ordinario consolidato dovesse attestarsi al di sotto della guidance prevista per il 2015 o il 2016, “si prevede il pagamento di un dividendo minimo per azione pari a 0,16 euro per il 2015 e a 0,18 euro per il 2016”.

Enel prevede, infine, che il debito finanziario netto sarà in aumento, nel 2015, a 39,2 miliardi dai 37,4 miliardi del 2014. Però il valore è previsto in calo a 38,6 miliardi nel 2016 e a 36,3 miliardi nel 2019.

di Roberto Antonini

19 marzo 2015

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