Vertenza Wind-Tre, in 500 in presidio sotto il consiglio sardo

CAGLIARI – “Wind-Tre vende 900 famiglie, a Cagliari, Genova, Roma e Palermo”. E ancora: “L’esternalizzazione è un licenziamento mascherato”. Lo hanno urlato questa mattina i lavoratori del servizio 133 di Wind Tre, scesi in piazza a Cagliari per esprimere la ferma opposizione al processo di esternalizzazione del servizio, che mette a rischio di precariato, nella denuncia dei sindacati, circa 900 occupati tra la seda sarda e quelle di Genova, Palermo e Roma.

I manifestanti, almeno 500, si sono dati appuntamento davanti alla sede Rai in viale Bonaria, per poi proseguire verso il palazzo del Consiglio regionale in via Roma. Qui hanno dato vita a un rumorosissimo sit in, mentre una delegazione incontrava il presidente del Consiglio Gianfranco Ganau e i capigruppo.

“L’AZIENDA E’ SANA, PERCHE’ ESTERNALIZZARE?”

Ieri era arrivato il sostegno alla vertenza dalla commissione Attività produttive del Consiglio, con l’approvazione all’unanimità di una risoluzione che impegna la Giunta ad attivarsi presso il Governo, in sinergia con le altre Regioni interessate, Liguria, Lazio e Sicilia, per scongiurare l’esternalizzazione del servizi di contact center. Ma per i sindacati e lavoratori non basta: “Stiamo parlando di un’azienda sanissima, disposta, dicono, a fare 6 miliardi di investimenti nei prossimi anni”, spiega Carla Cabras, Rsu Cgil.

“L’esternalizzazione- prosegue Cabras- è solo un’operazione di pura finanza, l’azienda ha anche offerto un incentivo all’esodo con 48 mensilità per convincerci ad andare via. Oggi quindi denunciamo un futuro licenziamento, come è successo per molte altre aziende. Chiediamo un intervento della classe politica sarda, se è vero che sono al nostro fianco. Ci aspettiamo una grande pressione sul Governo per interrompere l’operazione di cessione di ramo d’azienda”.

di Andrea Piana, giornalista professionista

14 Giu 2017
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