Dopo l’attentato al Cairo i copti perdono la fiducia nel Governo FOTO

TUNISI – “L’attacco ci ha portato un grande dolore, ma non ci lasceremo abbattere. Saremo solo più forti, rimarremo saldi e, se Dio vuole, vinceremo”.  Lo ha dichiarato il presidente egiziano Abdel Fattah Al-Sisi ai funerali di stato di questo lunedì, in seguito all’attentato che domenica scorsa, 11 dicembre, ha ucciso 25 persone e ne ha ferite 49 nella cattedrale copta di San Marco, Il Cairo. Si tratta del più sanguinoso attacco sulla minoranza cristiana del paese da anni.

Parlando ai funerali di stato per le vittime, Al-Sisi ha detto che quattro persone sono state arrestate, compresa una donna, e che le forze di sicurezza stanno cercando altre due persone sospettate di essere coinvolte.

Fonti della sicurezza hanno dichiarato che una bomba contenente almeno 12 kg di tritolo è esplosa su un lato della chiesa abitualmente frequentato dalle donne.

Nelle foto di Ibrahim Ezzat, alcuni momenti della giornata del 12 dicembre, in cui si sono svolti i funerali delle vittime

Il complesso di San Marco è sempre presidiato dalle forze di sicurezza, ma cinque sopravvissuti all’ospedale di Dar al-Shefa hanno detto che domenica la polizia non ha condotto i controlli abituali perché la cattedrale era particolarmente affollata per la messa.

Al-Sisi non ha nominato l’organizzazione che potrebbe essere responsabile dell’attentato e nessun gruppo lo ha rivendicato, ma i rappresentanti in esilio e i militanti locali dei Fratelli Musulmani hanno preso le distanze, mentre sui social media i sostenitori del Daesh, il cosiddetto Stato Islamico, esprimevano soddisfazione per l’accaduto.

Nonostante molti cristiani appoggino il governo, l’attacco ha suscitato lo sdegno dei sopravvissuti e delle famiglie dei morti, che hanno detto che la polizia non è riuscita a proteggerli. Nel pomeriggio di domenica un raduno davanti alla cattedrale ha inneggiato alla vendetta e scandito slogan contro il regime di Al-Sisi.

Anche secondo Amnesty International, che ha sollecitato il governo egiziano a individuare e sottoporre a giusto processo i responsabili dell’attentato, senza ricorrere alla pena di morte, le misure prese per garantire la sicurezza dei copti sono da tempo inadeguate.

I cristiani copti rappresentano circa il 10% della popolazione egiziana.

di Giulia Beatrice Filpi

13 Dicembre 2016
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