Conte: “Strategia comune sui migranti, o l’Europa non tiene”

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ROMA – “Il comune edificio europeo sta attraversando una fase particolarmente critica. Il progetto europeo sembra avere perso la sua forza propulsiva. Paradossalmente, però, proprio nel momento in cui sentiamo affievolirsi questa forza, che ha permesso al processo di integrazione di avanzare con tanta rapidità, la complessa congiuntura storica pone davanti a noi, rappresentanti delle Istituzioni, nell’ambito dei rispettivi ruoli e delle diverse responsabilità, sfide di cruciale rilievo”. Lo ha detto il presidente del consiglio Giuseppe Conte, nel suo intervento al Parlamento europeo.

“Come già in passato altri che ci hanno preceduto in corrispondenza di altrettante fasi critiche- ha aggiunto Conte- siamo chiamati a operare uno sforzo comune, alimentato da un grande senso di responsabilità: abbiamo il compito di rilanciare il progetto europeo, facendogli riacquistare credibilità e coesione, in modo da accrescerne la sostenibilità, l’efficacia, la plausibilità”.

UE. CONTE: NON SIAMO ANCORA DEMOS EUROPEO, MANCATA VISIONE PROSPETTICA

“Non siamo riusciti ancora a diventare veramente e compiutamente un “popolo”, non abbiamo avuto il coraggio di costruire un modello inclusivo che, realisticamente, al di là di ogni retorica, favorisse la creazione di un demos europeo”. Cosi’ il presidente del consiglio Giuseppe Conte, nel suo discorso al parlamento europeo.

“Soprattutto a partire dal 1989, è mancata – salvo alcune isolate eccezioni – una visione autenticamente “politica” dell’Unione europea, una prospettiva di lungo periodo, orientata al futuro, senza la quale ogni progetto si arena, ogni sogno scolora, sopraffatto dalla ordinaria amministrazione. È mancato lo slancio “profetico”, che invece conobbero i grandi statisti del secondo dopoguerra”.

Conte sottolinea che “ad aggravare questa assenza di visione prospettica, negli ultimi trenta anni, la governance europea si è fortemente ancorata alla pura dimensione economica, in una prospettiva univocamente orientata all’attuazione di indirizzi liberisti, tesi a favorire privatizzazione di servizi e beni essenziali, riduzione della regolamentazione in settori economici vitali, contrazione del sostegno sociale e delle politiche di Welfare, che hanno accresciuto le diseguaglianze nella ricchezza e nelle opportunità”.

MIGRANTI. CONTE: STRATEGIA DI GESTIONE COMUNE, O EUROPA NON TIENE

“Rivolgo anche in quest’autorevolissima Aula un appello, che ho rinnovato in ogni Consiglio Europeo e in ogni Vertice informale a cui ho preso parte: non si può rinviare oltre la piena attuazione delle Conclusioni del Consiglio Europeo del 28 giugno 2018. Senza una strategia di gestione europea multilivello dei flussi migratori, ne risulta compromessa la stessa tenuta dell’Europa unita”. Lo dice il presidente del consiglio Giuseppe Conte nel corso del suo discorso al parlamento europeo.

“Una strategia europea- aggiunge- deve affrontare con la giusta priorità, con approccio multilivello, i movimenti primari. In caso contrario, i movimenti secondari non saranno mai davvero sotto controllo. Chi arriva in un Paese di sbarco arriva in Europa”.

Conte cita Aldo Moro che “sosteneva che “nessuno è chiamato a scegliere tra essere in Europa e essere nel Mediterraneo, poiché l’Europa intera è nel Mediterraneo”. Questo principio deve essere sempre ricordato, non solo per affrontare nella giusta prospettiva il tema della migrazione, ma anche nel momento in cui è in gioco la stessa sicurezza europea, dal sostegno al processo politico in Libia al supporto europeo all’Africa e alla stabilizzazione dello scacchiere medio-orientale”.

UE. CONTE: POPOLO CONTRO ÉLITE, NO A LOGICA DA CITTADELLA ASSEDIATA

“La potente carica oppositiva che il popolo europeo – nelle sue diverse declinazioni – sta manifestando nei confronti delle élites parla alle nostre coscienze ci ricorda che la politica, troppo asservita alle ragioni dell’economia, ha mancato il suo compito, ha abdicato alla sua missione”. Lo dice il presidente del consiglio Giuseppe Conte, parlando al Parlamento europeo.

“Siamo di fronte- spiega- a un tornante decisivo della storia dell’Europa unita, ci attendono decisioni fondamentali per il nostro futuro. Questo “popolo europeo”, riaffacciatosi prepotentemente sul palcoscenico della storia, chiede con urgenza di essere finalmente ascoltato, chiede un decisivo cambiamento di metodo e di prospettiva. È un’occasione preziosa per recuperare il tempo perduto, per invertire il processo di progressivo distacco tra governanti e governati che – se ulteriormente alimentato con il silenzio, l’indifferenza o anche solo il tentativo di minimizzarne la portata – può determinare l’implosione del mondo che avevamo conosciuto”.

Il presidente del consiglio Giuseppe Conte, nel suo discorso a Strasburgo, aggiunge: “Non dobbiamo avere paura del conflitto, dobbiamo mostrarci capaci di governarlo. Non dobbiamo reagire al cambiamento, opponendo un conservatorismo sterile e deteriore, tutto proteso a difendere la “cittadella assediata””.

Al contrario, sottolinea, “dobbiamo consentire al conflitto di emergere, di manifestare – nelle forme della democrazia – la sua forza propulsiva, di sprigionare la sua carica innovativa, anche assumendo il rischio di abbandonare alcune sicurezze, di riconsiderare rapporti di forza, modelli di sviluppo e di crescita rivelatisi inadeguati di fronte alle nuove sfide, non più idonei a reggere l’urto di società impoverite, attraversate da precarietà e solitudine, da delusione e rancore, sentimenti che – se ancora pervicacemente negletti – possono alimentare ribellismo e contestazione dagli esiti imprevedibili, come dimostrano vari fenomeni in atto in alcuni Paesi europei”.

UE. CONTE: VOCE EUROPA UNITA ANCHE AL CONSIGLIO SICUREZZA ONU

“Nessuno Stato Membro europeo può da solo giocare un ruolo significativo. Di qui l’auspicio che una voce europea unita trovi spazio anche al Consiglio di Sicurezza dell’ONU. È una battaglia, questa, su cui l’Unione Europea deve muoversi in modo coordinato, deve parlare con una sola voce”. Cosi’ il presidente del consiglio Giuseppe Conte, nel suo discorso al Parlamento europeo.

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12 Febbraio 2019
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