Casa occupata dal clan Spada a Ostia, trovate armi per caccia a leoni

ROMA – Prosegue l’azione di sgombero da parte della Polizia locale di Roma Capitale nell’appartamento di Ostia risultato occupato da un membro del Clan Spada in via Zotti. L’appartamento, secondo quanto si apprende, è indebitamente occupato da Alberto Renzi, marito di Adelina Spada, non presente al momento dello sgombero. All’interno sono state rinvenute armi bianche, una in particolare di provenienza esotica, utilizzata probabilmente per cacciare i leoni. Le operazioni sono tutt’ora in corso.

Sul posto circa 160 agenti della Polizia di Roma Capitale. All’interno è stato trovato anche un sistema di controllo artigianale, composto da una telecamera collegata allo spioncino della porta che trasmetteva le immagini dell’esterno direttamente ad un cellulare.

 

Leggi anche: VIDEO | Roma, sgombero a Ostia di un appartamento occupato da membri del clan Spada

L’OCCUPANTE DENUNCIATO, L’APPARTAMENTO SARA’ SUBITO RIASSEGNATO

È stato denunciato per occupazione abusiva Alberto Renzi, trovato questa mattina all’interno dell’appartamento occupato in via Zotti a Ostia. La sua compagna, Adelina Spada, è attualmente irreperibile. Ad accorgersi dell’occupazione proprio la Polizia locale che circa un mese fa stavano riassegnando la casa, ufficialmente vuota, ad un cittadino avente diritto. Solo al momento di inserire le chiave nella porta gli agenti si sono accorti che la serratura era stata cambiata. Le indagini avviate hanno permesso di ricostruire che l’immobile risultava occupato dalla coppia collegata alla famiglia di Ostia. L’immobile sarà subito riassegnato.

SALVINI: MOLTO BENE, TOLLERANZA ZERO CONTRO MAFIOSI

“Altro sgombero di casa popolare occupata abusivamente dal clan Spada. Molto bene. Tolleranza zero verso delinquenti e mafiosi, i romani e gli italiani chiedono legalità, sicurezza, giustizia!”. Lo scrive su twitter Matteo Salvini, vicepremier e ministro dell’Interno.

Leggi anche:

6 novembre 2018
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»