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“Sulla scuola un’arroganza infinita, la vogliamo pubblica e partecipata”, Camusso in corteo a Roma

S. Camusso

S. Camusso

ROMA – “Il problema che abbiamo è che c’è bisogno di avere una scuola pubblica che permetta davvero ai ragazzi e alle ragazze di partecipare. Poi c’è il tema della lotta alla dispersione scolastica e dell’effettivo diritto allo studio. C’è bisogno di libertà di insegnamento e di un funzionamento della scuola come comunità, perché la scuola è una comunità, è necessario proprio cambiarne la filosofia. Anche rispetto alle assunzioni, che sono necessarie e non possono essere utilizzate come uno strumento di divisione e contrapposizione tra gli insegnanti e tra i precari stessi”. Lo dice la leader della Cgil, Susanna Camusso, durante il corteo dei docenti e del personale scolastico contro il ddl ‘La buona scuola’ organizzato dai principali sindacati del settore tra cui Flc Cgil, Uil Scuola, Cisl Scuola e Snals Confals.

“Io penso che ci sia un’arroganza infinita, che è quella di rispondere a ogni obiezione con il tirare dritto, cioè con l’assenza di argomenti, senza l’idea di come bisogna cambiare. Un Paese normale- aggiunge Camusso- guarderebbe alla reazione che c’è nel mondo della scuola e proverebbe a discutere costruire scelte diverse”.

Per quel che riguarda le 100mila assunzioni annunciate, secondo Camusso il Governo “non sta facendo un’elargizione che giustifica il peggioramento della scuola. Sta facendo un atto che era dovuto alla sentenza della Corte al fatto che non ci sono gli insegnanti ha dovuto al fatto che si è creato il precariato”.

05 maggio 2015

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