Omicidio Pasolini, a Roma in mostra i reperti e i vestiti dell’ultima notte del poeta

Vestiti, accessori e oggetti appartenenti a un poeta, scrittore e intellettuale tra i piu' rappresentativi della storia contemporanea italiana, indossati la notte della sua morte
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pasoliniROMA – Vestiti, accessori e oggetti  appartenenti a un poeta, scrittore e intellettuale tra i piu’ rappresentativi della storia contemporanea italiana, indossati la notte della sua morte. Per la prima volta, al Museo Criminologico di Roma, saranno esposti al pubblico gli indumenti e gli effetti personali che Pier Paolo Pasolini aveva con se la notte tra il 1 e il 2 novembre di 40 anni fa quando venne ucciso dal ‘ragazzo di vita’, Giuseppe Pelosi, all’idroscalo di Ostia. Alla presenza del ministro della Giustizia, Andrea Orlando, e’ stata inaugurata questa mattina la mostra dedicata a ‘Il caso Pasolini’ dove sono esposti, oltre ai vestiti indossati dal poeta e dallo stesso Pelosi, e i documenti personali di Pasolini (tra cui il suo tesserino da giornalista) e della sua auto, anche alcuni oggetti rinvenuti all’interno dell’Alfa Romeo (un maglione, un plantare e diversi libri) e l’anello di proprieta’ dell’omicida, oggetto negli anni di controversie per quel che riguarda la ricostruzione del delitto (per alcuni troppo stretto per esser scivolato dal dito di Pelosi durante la colluttazione con Pasolini).

Quella inaugurata oggi, ha sottolineato Orlando, “e’ una mostra di grandissimo interesse storico e criminologico. Restituisce il quadro di una situazione per cui molto si e’ discusso e indagato. Una situazione che ci ha dato alcune verita’ processuali ma probabilmente non l’insieme di quello che e’ il percorso che porto’ alla morte di Pasolini”.

Il forte impatto emotivo che suscita la visita di questa mostra “credo sia anche la conseguenza del filo spezzato che la morte di Pasolini ha rappresentato: l’interruzione di un grande contributo culturale alla vita del nostro Paese. Quello che e’ accaduto in Italia a seguito della sua morte- ha concluso il ministro- getta una luce di carattere quasi profetico su molte delle parole e delle riflessioni che fece Pasolini”.

di Ugo Cataluddi – giornalista

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